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Le associazioni insorgono «Nuovi divieti dannosi»

Il vice presidente di Ascom Di Pisa: «Sarebbe meglio spegnere Sirio In questa fase è necessario rivitalizzare il centro per rilanciare le attività»

di Marcello Giordano

L’ulteriore stretta sulla circolazione del centro, nelle zone T, U e Piazza San Francesco scatena le proteste delle associazioni di commercianti ed esercenti. C’è chi, come Ascom, già aveva esplicitato il disaccordo nei confronti di una politica sulla mobilità considerata restrittiva. A maggior ragione, le tempistiche di attuazione non convincono. Parola di Valentino di Pisa, vice presidente di Confcommercio Ascom Bologna e presidente della consulta del Commercio: «In generale le misure approvate con il Piano della mobilità, sulle quali peraltro Confcommercio Ascom Bologna aveva presentato molti rilievi critici, possono senz’altro attendere la ripresa di una normalità della vita cittadina che ancora non c’è, come si vede in tutti i giorni della settimana».

Il numero degli accessi al centro è ovviamente calato drasticamente con il lockdown e ora è risalito, ma pur sempre a una percentuale stimabile intorno al 30-40 per cento in meno rispetto a prima. Il Comune intende approfittarne per dare una svolta definitiva alle abitudini della mobilità. Secondo Di Pisa, è meglio rinviare l’obiettivo e attirare le persone in centro per salvare attività in sofferenza: «Lo stesso Assessore alla Mobilità Mazzanti ha dichiarato recentemente che il numero degli accessi alla ZTL è ancora inferiore ai livelli pre emergenza. Forse, per un periodo temporaneo, con l’obiettivo di rilanciare un centro storico che sta soffrendo, invece di introdurre altri divieti sarebbe più indicato immaginare un provvedimento che preveda lo spegnimento di Sirio in alcune fasce orarie. A Bologna il traffico attualmente non c’è e le previsioni nei flussi di persone e merci non sono al momento in crescita. Di questo l’Amministrazione Comunale deve tenere conto nelle sue politiche per la mobilità perché è fondamentale che si torni a frequentare i luoghi della città favorendo l’accessibilità anche con il mezzo privato». Aprire e non chiudere, è la posizione di Confcommercio, anche per tutelare gli investimenti di chi sull’autoibrida ha puntato negli ultimi anni: «Nel merito dei veicoli ibridi poi si deve considerare che sono stati già oggetto di provvedimenti penalizzanti nonostante campagne di comunicazione che invitavano all’acquisto per gli evidenti vantaggi in termini di accessibilità alle ZTL e alla sosta gratuita. Aggiungere altre penalizzazioni ci pare una misura quantomeno iniqua». Contro le tempistiche si scaglia pure Loreno Rossi, presidente di Confesercenti Bologna, che al contrario del collega non entra nel merito della politica sulla mobilità: «In una fase di difficoltà come questa per pubblici esercizi e commercio sarebbe meglio evitare provvedimenti restrittivi che piossono portare penalizzazione alle attività rimandandoli a tempi migliori. In altre città si è andati in direzione opposta, facilitando gli accessi alle zone commercio. Ora i cittadini hanno paura a prendere i mezzi pubblici ed è una paura giustificata: non è questo il momento di fare scelte ideologiche sul tema mobilità».

Il Resto del Carlino, 11 giugno 2020
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