I professionisti della sicurezza informatica non hanno riscontrato danni. Ascom lancia lo sportello per aiutare le imprese: «Già in 50 ci hanno chiesto aiuto»
L’allarme degli hacker dei frigoriferi è arrivato anche in Emilia Romagna fino a sotto le Due Torri. Con la polizia postale che, dalla prima sentinella dell’altra sera, ha avviato controlli su tutto il territorio per assicurare che i sabotatori dei supermercati non fossero arrivati materialmente a colpire anche i nostri punti vendita. Un monitoraggio che ha scongiurato, al momento, ogni preoccupazione. Infatti, i professionisti della cybersicurezza non hanno riscontrato alcuna evidenza di attacchi né di compromissioni, dopo aver tenuto sott’occhio le catene e le aziende per tutta la giornata di ieri. L’allerta e l’attenzione restano comunque alte, considerando che nel Bel Paese la catena del freddo (nel mirino i sistemi di ref rigerazione) è stata colpita seppur minimamente. L’episodio che ha scosso almeno nove Paesi, tra cui appunto l’Italia, accende i riflettori sulla sicurezza informatica, che non va sottovalutata e che andando avanti con il tempo è diventata sempre più centrale anche per le realtà economiche del tessuto imprenditoriale locale. Lo fa sapere Confcommercio Ascom, che ha già accolto la richiesta di 50 imprese sul tema. Per l’associazione «la cybersecurity non è più un tema riservato alle grandi aziende o ai reparti informatici. La crescente digitalizzazione dei processi espone pure le piccole e medie imprese a rischi sempre più concreti: phishing, ransomware, furto di credenziali, sottrazione di dati e blocchi dell’operatività aziendale».
A confermare questa tesi è il richiamo dell’Acn, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale che ha ricordato alle imprese la «necessità di rafforzare la protezione dei sistemi informatici e di controllo da remoto. Questi episodi dimostrano come la cybersecurity sia ormai un tema concreto anche per le attività commerciali e le piccole e medie imprese». La sicurezza digitale, tuttavia, «non riguarda soltanto il funzionamento dei sistemi informatici, ma anche la corretta gestione e protezione dei dati. Cybersecurity e data governance – continua Ascom – rappresentano infatti due dimensioni strettamente connesse, fondamentali per tutelare le informazioni aziendali e i dati personali di clienti, fornitori e dipendenti». In questo scenario emerge ‘Cybersecurity e data governance’, un progetto sviluppato da Ascom che intende «offrire alle imprese un supporto concreto nella prevenzione e nella gestione dei rischi connessi alla sicurezza digitale e al trattamento dei dati». Allo sportello si sono già rivolte 50 imprese. «La trasformazione tecnologica rappresenta una straordinaria opportunità di crescita, ma deve essere accompagnata dalla capacità di proteggere aziende, lavoratori e clienti».
Per questo, come Confcommercio Ascom, «vogliamo fare in modo che soprattutto le piccole e medie imprese possano affrontare questa evoluzione con strumenti e competenze adeguati, senza che la complessità tecnologica diventi un nuovo elemento di fragilità», scandisce il presidente Enrico Postacchini. «Il ruolo dell’associazione – aggiunge il direttore generale Giancarlo Tonelli – è tradurre una materia complessa in strumenti concretamente accessibili alle imprese». «Cybersecurity e data governance – chiude il responsabile del progetto, Gherardo Dugato – devono essere affrontate in maniera integrata, analizzando sistemi, modalità di trattamento dei dati, procedure organizzative e comportamenti delle persone».
m. m., Il Resto del Carlino – 4 novembre 2026