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Cantiere Garisenda. Posati i primi blocchi per sostenere i tiranti

Le strutture in acciaio faranno da base ai futuri maxi-tralicci

Avanza, a piccoli passi, il cantiere della Garisenda. L’altra sera, infatti, sono arrivati i primi quattro blocchi di carpenteria in acciaio necessari per il montaggio delle due macchine da tiro che dovranno ‘agganciare’ la torre millenaria. Ieri mattina, poi, i maxi-blocchi sono stati posati nella base a nord, sotto lo sguardo incuriosito dei passanti di piazza di Porta Ravegnana. «Come preannunciato nei giorni scorsi – spiega il Comune – è iniziata la fase che prevede l’installazione della carpenteria e delle armature e il getto in calcestruzzo per realizzare le platee per le macchine di tiro». Insomma, piano piano sta prendendo forma nelle sue componenti la struttura che dovrà salvare la Garisenda. Nei giorni scorsi era stato completato il posizionamento di circa ottanta micropali che faranno parte della base dei due tiranti. Ora si stanno appunto montando i quattro blocchi di acciaio che dovranno sostenere le macchine da tiro. Il prossimo capitolo riguarderà il posizionamento dei due maxi-tiranti che stabilizzeranno il monumento, in attesa dell’intervento più delicato, e cioè l’iniezione delle malte che ’irrobustiranno’ la torre pendente.

Per posizionare i tralicci dovrebbero essere necessari ancora circa dieci mesi. Le due macchine da tiro – testate a Cesena all’inizio di quest’anno grazie a una tecnica con la quale l’uno esercitava trazione sull’altro – sono state usate in passato per altri ’salvataggi’ eccellenti, come quello che ha riguardato la Torre di Pisa alla fine degli anni ’90. A fianco delle tre operazioni – il posizionamento dei pali di fondazione, dei tralicci e infine delle malte – sono tanti gli accorgimenti che vedranno protagonista il monumento, a partire dalla struttura in carpenteria metallica che avvolgerà la metà inferiore della torre, per arrivare fino al sistema di sensori attraverso il quale il ’team Garisenda’ (formato da esperti delle università di Bologna, Genova, Pisa e San Marino) terrà monitorati gli spostamenti della ’grande malata’. I lavori, che già presentano qualche ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale, dureranno ancora a lungo.

Il Resto del Carlino, 30 ottobre 2026

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