Ma Ascom invita a ripensarci. Il direttore Tonelli: «Pur comprendendo il disagio per i danni subiti e le preoccupazioni per i prossimi fine settimana, chiederemo alle attività di tenere aperto»
La paura serpeggia ancora, tra i tavoli dei bar e dietro i banconi dei negozi, agli sportelli delle banche e nelle poltrone di parrucchiere ed estetiste. Paura e solidarietà, che è scattata forte tra i commercianti dopo il pomeriggio da incubo di sabato. Tutti sanno di tutti, tutti manifestano solidarietà per chi ha subito danni: «lo sabato ho chiuso dopo pranzo – racconta Krizia Vergnani, che gestisce la bottega ‘Lo sfizio’ -, perché preferisco perdere mezza giornata di incasso che dover contare i danni. Massima solidarietà per chi è rimasto aperto, ma dover asserragliarsi insieme ai clienti, come hanno fatto alcuni, non dev’essere piacevole. Sabato prossimo, comunque, c’è la festicciola di strada per Halloween: come la mettiamo?».
Giancarlo Tonelli, direttore generale di Ascom, come era successo all’indomani degli scontri si mostra sensibile per la tematica: «Pur comprendendo il disagio per i danni subiti e le preoccupazioni per i prossimi fine settimana, chiederemo alle attività di tenere aperto. È un invito che faremo ai nostri iscritti, ma spero che sia generalizzato». Tonelli non si ferma qui: «Ora più che mai c’è necessità di intervento molto preciso e deciso delle istituzioni, che devono identificare e punire». Così anche Claudio Pazzaglia, direttore generale di Cna Bologna: «Chiediamo la convocazione di un tavolo permanente sulla sicurezza urbana, che coinvolga istituzioni, Prefettura, Comune, forze dell’ordine, rappresentanze economiche e sociali».
Parole che nei prossimi giorni, in vista della manifestazione di venerdì e di quella eventuale di sabato, verranno ripetute ai commercianti, in modo che non si sentano soli. Fabio, tabaccaio di via Lame, non ha smaltito la rabbia: «Ci hanno detto che tutto era sotto controllo. Ma dove? Giravano indisturbati con tubi di ferro e sampietrini, devastavano tutto. II mio distributore automatico è stato distrutto e il danno è di qualche migliaio di euro, ma non è questo né la possibilità di avere risarcimenti: mi fa arrabbiare il pensiero che siamo in balia di eventi del genere».
In via Riva Reno, dove sabato l’atmosfera era pesante e la paura è ancora percepibile, c’è anche chi la situazione l’ha sfidata. Non come Valerio, gestore di un locale che ha affrontato i vandali faccia a faccia procurandose diverse fratture, bensì con tranquillità e nonchalance: «Erano le 18.30, forse anche le 19 – dice Liviana Buzzoni, titolare di una lavasecco a pochi passi dall’incrocio con via Marconi -, tutti mi dicevano di chiudere, sia chi passava che parenti al telefono. E a un certo punto sono andata via. Ho spento le luci, chiuso la porta e chiesto gentilmente di passare. Nessuno mi ha toccato, ma chi se la prende con un’anziana?».
Alle voce di Liviana fa da contraltare quella di Yan Liu, titolare di un bar sotto i portici di via Riva Reno: «Sabato scorso ho chiuso e sono pronto a rifarlo. Ho paura che possa succedere qualcosa a me o ai clienti. Qui accanto in un negozio di abbigliamento gestori e clienti sono rimasti barricati dentro finchè non è finito tutto: non voglio che succeda anche a me». Di negozio in negozio il ritornello è sempre lo stesso: «Abbiamo tenuto chiuso, troppo rischioso stare qui. E abbiamo fatto bene». Ma c’è anche chi, nonostante, abbia abbassato le serrande nel primo pomeriggio, ora si lecca le ferite. Barbara, titolare di ‘Filati Italia’ in via Riva Reno, ieri mattina ha fatto l’inventario di ciò che mancava all’appello dopo l’irruzione di un gruppetto di teppisti: la vetrata da cambiare, il registratore di cassa da sostituire, qualche gomitolo di lana sottratto: «I danni non sono ingenti e per la vetrata siamo comunque coperti dall’assicurazione – dice – ma rimane la tristezza perché questo negozio in 50 anni non aveva mai subito nulla. Non un furto, non una rapina né un atto di vandalismo. Nulla. E ora mi ritrovo qui, a guardare i video del portico invaso dalla lana che hanno preso».
Alle 21.30 di sabato, racconta Barbara, quando il corteo e gli scontri erano ormai avviati alla fine: «Abbiamo visto, da casa, le immagini delle telecamere interne e ci siamo precipitati qui, ma ormai era troppo tardi. Hanno sfondato la vetrata a colpi di mattoni, tanti immagino perché questo è un cristallo duro da abbattere. Ma ci sono riusciti, sono entrati e hanno fatto razzia. Purtroppo fuori non ci sono telecamere, questo tra l’altro è un angolo buio e per questo sono venuti qua, in via della Casse, e non in via Marconi». Barbara poi riesce anche a sorridere, «perché ho ricevuto tanta solidarietà dal quartiere, da colleghi, da amici e sconosciuti. Questo può valere più di un risarcimento». E di risarcimenti ha parlato ieri Tonelli a conclusione del suo intervento: «Confcommercio nazionale ha previsto per i nostri associati 500mila euro di fondo. Un’operazione importante e necessaria».
Renzo Sanna, Il Resto del Carlino – 27 ottobre 2026