Coop registra meno arrivi di uva e agrumi dal sud Confagricoltura: «La stretta colpisce anche noi»
«I gelati sono buoni, ma costano milioni» avrebbe detto Freak Antoni degli Skiantos. E così, tra rincari dei prezzi, carovita e difficoltà di trasportare le materie prime e i prodotti, la situazione si fa sempre più difficile. In primis al sud, a catena in altre parti d’Italia. A Bologna tra corsie e scaffali le merci non mancano. Ma qualche limitazione i supermercati hanno dovuto farla. E se il disagio arriva nel carello e nella spesa, significa che il malessere c’è anche nel trasporto, nel campo da coltivare o nella fabbrica che produce.
«Nei punti vendita di Coop Alleanza 3.0 al momento gli assortimenti sono tutti garantiti come di consueto, con l’eccezione di alcuni prodotti ortofrutticoli provenienti dalle regioni del sud come uva, agrumi e alcune orticole, presenti sugli scaffali in quantità minori rispetto al solito». Esselunga invece fa sapere che «al momento non abbiamo particolari criticità. La situazione però potrebbe cambiare se i blocchi si protrarranno». Anche fronte Conad, per ora, tra un giro in via Oberdan in centro e un sopralluogo in via Pirandello al Pilastro, non si registrano particolari disagi.
A confermarlo è anche Valentino Di Pisa, presidente di Federagromercati-Confcommercio: «Questo stranissimo sciopero sta rientrando. Una mobilitazione che è partita dal basso, dal sud, spaccando le catene e creando problemi di approviggionamento in alcune zone. Ma ora da Sicilia, Calabria, Puglia e anche Napoli i tir stanno partendo. Spero che da lunedì sia finito tutto. II centro e il nord non ne hanno risentito più di tanto perché, ad esempio, da Spagna e Olanda le merci e i trasporti sono stati regolari». «Una situazione drammatica», quella degli autotrasporti, la definisce il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale. Ma i prezzi alle stelle si stanno facendo sentire anche ai distributori. Francesco Riccio è il presidente di Figisc-Ascom: «A Bologna ci sono stati e ci sono problemi. Qualche impianto è rimasto anche senza benzina per un giorno. II prodotto raffinato fa fatica ad arrivare». Ma, non è una questione di tir, come al sud, spiega Riccio, «ma di difficoltà dei prezzi». Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, spiega invece cosa sta succedendo agli agricoltori, tra rincari alimentari e difficoltà delle imprese agricole.
Una doppia stretta quindi, sia sulle famiglie che fanno la spesa che sulle imprese agricole che producono. «Da una parte i consumatori alle prese con prezzi alimentari sempre più impegnativi, dall’altra gli agricoltori schiacciati tra costi di produzione elevati e ricavi che faticano a garantire margini adeguati. Un paradosso che attraversa la filiera agroalimentare e interessa da vicino anche il Bolognese, dalle aziende ortofrutticole dell’Imolese alle produzioni della pianura». Bonvicini insiste: «Quando frutta e verdura aumentano di prezzo sui banchi, non significa affatto che gli agricoltori guadagnino di più. Anzi, in molti casi accade il contrario. I costi di produzione continuano a crescere, dall’energia ai fertilizzanti, dal carburante alla manodopera, mentre i prezzi riconosciuti alle aziende non sempre riescono a coprire adeguatamente le spese».
Nicholas Masetti, Il Resto del Carlino – 23 ottobre 2026