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La carica dei negozianti. «Le attività restano aperte. Così superiamo la paura»

Dall’abbigliamento ai ristoranti, i commercianti Ascom non chiudono le porte. «Clienti e turisti devono sentirsi al riparo». Tonelli: «Non arretriamo di un passo»

Superare la paura, continuare a essere un presidio sociale e di sicurezza sul territorio. Nonostante l’allarme e la tensione che, domani, potrebbero verificarsi di nuovo in centro storico per il rischio scontri. Esserci, insomma, anche nei momenti difficili. Perché «i commercianti non fanno un passo indietro». II messaggio arriva direttamente dagli associati Confcommercio Ascom, che lasceranno le vetrine illuminate e le serrande alzate, proprio per «accogliere clienti e consumatori, bolognesi e turisti». A sostenere i negozianti, il presidente Enrico Postacchini e il direttore generale Giancarlo Tonelli: «Ringraziamo le attività di commercio, turismo e servizi per il senso di responsabilità e comunità dimostrato in questi giorni – inizia il direttore -. Un senso di appartenenza che è andato ben oltre gli incidenti di sabato scorso, dimostrando che esiste una comunità di sani principi che guarda con cura a quanto sta avvenendo e che cerca un dialogo con tutti». E in vista di domani «Bologna resta aperta, perché è una città che accoglie e lavora. Non ci fermeremo ora», conclude Tonelli.

Dall’abbigliamento ai pubblici esercizi, sono tanti i negozi che rimarranno domani aperti, nonostante sia stata convocata dai manifestanti una nuova mobilitazione. E la speranza è che non sia violenta come quella della settimana scorsa. L’appello dei commercianti va dritto ai turisti e ai clienti affezionati: «Vi aspettiamo, le nostre porte sono aperte». Di questo è convinto Roberto Melloni, presidente Fipe: «Ristoranti e bar saranno aperti – dice -, pronti ad accogliere clienti nostrani e stranieri. Non abbiamo timore, anzi saremo operativi anche con i nostri dehors. Questo è un forte segnale di accoglienza, dimostrando così che non vogliamo fare passi indietro davanti a questa situazione». Lo scenario di guerriglia lo ha visto da vicino Fini Sport, che poco prima del passaggio del corteo la scorsa settimana, ha deciso di chiudere per qualche momento bottega. «Ma domani saremo aperto per poter dare servizio ai clienti e alla città. Nella speranza che non succeda nulla: pensiamo che, con più forze dell’ordine, non ci saranno disastri – spiega Alba Ballanti -. La scorsa settimana abbiamo perso molto incasso, perché le persone si sono allontanate dal centro. Ma noi siamo qui e saremo attenti, anche questa volta. Non ci tiriamo indietro nel nostro lavoro».

Stesso pensiero per Marco Cremonini, di Cremonini Elite e presidente di FederModa: «Ci siamo trovati con alcuni colleghi di via d’Azeglio e noi saremo aperti. C’è molta tranquillità da parte nostra e sono certo che, in caso di bisogno, le forze dell’ordine saranno in grado di tutelarci. Con il cambio di stagione, c’è sempre molta clientela e vogliamo dire a queste persone che aspettiamo tutti con la massima tranquillità. Nemmeno la storica Libreria Nanni chiuderà i battenti: «Il quadrilatero è ben controllato – scandisce Nerio Nanni -. È vero, abbiamo visto immagini molto forti, ma sia il Comune che la Prefettura sapranno gestire eventuali emergenze. Le attività commerciali devono dare esempio e dare un segnale di fiducia, non solo per i cittadini, ma anche per i turisti. Nessuno deve avere timore, sentimento che potrebbe sorgere vedendo le serrande abbassate. Ma noi le terremo alte e ci saremo».

Mariateresa Mastromarino, Il Resto del Carlino 23 ottobre 2026

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