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I danni della guerriglia. Un fondo per i negozianti. II Comune sarà parte civile

Incontro tra Palazzo d’Accursio e categorie, il conto supera i 500mila euro Ascom: «Preoccupati da altre violenze». Cna: «Ci sono tanti costi indiretti»

Un fondo risarcimento per aiutare le attività colpite dalla manifestazione di sabato. Così il Comune, dopo aver incontrato Cna, Confesercenti e Ascom decide di intevenire, proponendo un sostegno a favore dei commercianti della zona della stazione che si sono visti vetrine distrutte e danni ai negozi. Ad annunciarlo è l’assessora al Commercio Luisa Guidone che ieri, alle 14, assieme all’assessora alla Sicurezza Urbana Matilde Madrid ha partecipato alla call sul tema. Oggi invece il dibattito finirà sul tavolo della Giunta. Un fondo che, oltre alle risorse comunali, dovrà coinvolgere anche «i contributi di Prefettura e Regione», fa sapere il Comune. E in quest’ottica sarebbe in corso i contatti e i dialoghi con le altre città colpite dagli scontri di sabato, ovvero Milano e Torino. Intanto però il Comune, attraverso l’assessore ai Lavori pubblici Simone Borsari, ha annunciato che si costituirà parte civile «per chiedere ai responsabili delle devastazioni di sabato di pagare i danni. Per i minorenni ne risponderanno le famiglie» Secondo le prime stime i danni ammonterebbero a oltre mezzo milione, comprese le diverse attività commerciali distrutte in zona piazza Medaglie d’Oro.

Solo la stima del Comune va oltre i 250mi1a euro, con cassonetti, bus, strade e cartellonistica, mobike e cantiere del tram vandalizzati. Ridemovi che ha avuto circa 25 bici completamente incendiate e un altro centinaio con danni meccanici, per un totale di circa 60-70mila euro. Il Comune ha già impiegato 50.000 euro solo per ripristinare l’asfalto – dai marciapiedi sono stati tolti addirittura i sanpietrini – e la segnaletica oltre alla raccolta differenziata del residuo. Anche Tper ha subito danni per oltre 50.000 euro – vandalizzati cinque autobus e diverse pensiline e paline di fermata -, mentre Hera stima danni per circa 35.000 euro. I cantieri del tram più colpiti sono stati quelli nella parte finale di via Indipendenza e nella prima parte del ponte Matteotti (dove sono stati smantellati 250 metri di cantiere e danneggiato un escavatore), per circa 50mila euro. «Abbiamo ribadito la nostra forte preoccupazione riguardo alla possibilità che possano ripetersi nelle prossime settimane. Abbiamo pertanto richiesto un aggiornamento costante con il Comune e le forze dell’ordine, al fine di prevenire per quanto possibile situazioni che generano un grave allarme sociale tra i cittadini, oltre a pesanti ripercussioni sulle attività imprenditoriali e sui loro collaboratori», spiega Giancarlo Tonelli, direttore genale di Confcommercio Ascom. II direttore generale di Cna invece, Claudio Pazzaglia, aggiunge: «Noi abbiamo sottolineato anche l’importanza dei danni indiretti, ovvero servizi e pubblici esercizi che, di fronte a questi eventi, non hanno potuto esercitare la loro attività. II fondo riguarderà i fondi diretti. Bisogna indagare bene sui retroscena di queste iniziative che nascono dal basso». Loreno Rossi, direttore di Confesercenti Bologna, conclude: «Non si è parlato ancora di cifre per i risarcimenti, quanto della disponibilità del Comune. II principio è chiedere una compartecipazione della Regione e della Prefettura. Noi siamo d’accordo sui risarcimenti, ma deve valere il principio che ‘chi rompe paga’. I colpevoli e le famiglie devono essere i primi a pagare. Poi, eventualmente, il pubblico. La vera preoccupazione è cosa succederà i prossimi sabati e le prossime settimane verso il Natale. E i danni indiretti rischio di diventare molto più alti».

Nicholas Masetti, Il Resto del Carlino – 20 ottobre 2026

Distrutte vetrine, arredi ed e-bike «Fondi per i commercianti colpiti»

Prosegue la conta dei danni dopo gli scontri di sabato. In tutto, dice il Comune, la prima stima arriva a 25omila euro. Palazzo d’Accursio si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento penale a carico dei responsabili. «Chiederemo loro di pagare i danni. Per i minorenni ne risponderanno le famiglie, come prevede la legge», ha detto l’assessore ai Lavori pubblici, Simone Borsari. Oggi andrà in giunta un atto per un fondo di risarcimento ai commercianti che hanno subito danni. a pagina 2 Danni per 250 mila euro. Il Comune incontra gli esercenti: «Saremo parte civile, pagheranno loro» Le categorie «Siamo preoccupati, non è pensabile che lo Stato non sappia garantire chi lavora» Prosegue la conta dei danni dopo gli scontri di sabato con la guerriglia andata in scena davanti alla stazione con i cassonetti dati alle fiamme e danni a diverse vetrine di negozi, e-bike e cantieri. In tutto, fa sapere il Comune, la prima stima arriva a 250mila euro. Ridemovi ha avuto circa 25 bici incendiate e un altro centinaio con danni meccanici, per un totale di circa temila euro.

Anche Tper ha subito danni per oltre 50mila euro, mentre Hera, dopo le verifiche e il recupero di alcuni contenitori stradali, stima danni per circa 35mila euro. Infine si sono registrati danneggiamenti al cantiere del Tram, in particolare nella parte finale di via Indipendenza e nella prima parte del ponte Matteotti (dove sono stati smantellati 250 metri di cantiere e danneggiato un escavatore), per circa 5omila euro. II Comune ha già impiegato 5omila euro solo per ripristinare l’asfalto e la segnaletica oltre alla raccolta differenziata del residuo. Palazzo d’Accursio, poi, si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento penale a carico dei responsabili. «Chiederemo loro di pagare i danni. Per i minorenni ne risponderanno le famiglie, come prevede la legge», ha fatto sapere l’assessore ai Lavori pubblici, Simone Borsari. Oggi andrà in giunta un atto per la creazione di un fondo di sostegno e risarcimento ai commercianti che hanno subito danni. Per il fondo, specifica l’assessora al commercio Luisa Guidone, «oltre a risorse comunali, si chiederà un contributo a Prefettura e Regione». Sul fondo attacca Fratelli d’Italia. «Il Comune non pensi di presentare il conto ai bolognesi: a pagare devono essere i centri sociali e i maranza responsabili degli scontri», ha detto il meloniano, Francesco Sassone. Ieri l’assessora ha incontrato e associazioni dei commercianti, Ascom, Confesercenti e Cna. Attorno al vertice si è registrato anche un piccolo giallo logistico che tanto dice del corto circuito che l’organizzazione dal basso delle piazze sta già creando. In tarda mattinata è rimbalzata la notizia di un’improvvisa autoconvocazione dei manifestanti in piazza alle 15; allarme che ha spinto l’amministrazione ad anticipare i tempi dell’incontro, prima previsto per le i6, alle i4. «Siamo preoccupati — sottolinea il direttore di Ascom Giancarlo Tonelli —. Abbiamo chiesto un aggiornamento costante al fine di prevenire situazioni che generano un grave allarme sociale tra i cittadini, oltre a pesanti ripercussioni sulle attività». Loreno Rossi, segretario di Confesercenti, avverte: «Non è pensabile che lo Stato non riesca a garantire il lavoro dei commercianti nei prossimi fine settimana, da qua a Natale che è il periodo più importante per il commercio. Chiediamo di poter lavorare tranquillamente». Claudio Pazzaglia, direttore Cna, conclude: «Pensiamo che ci sia un disegno e la magistratura deve indagare su chi si appropria di manifestazioni democratiche, guarda caso nelle città con sindaci di centrosinistra. I nostri taxisti non hanno potuto fare i servizi, il turismo e i ristoratori del centro erano sgomenti».

Marco Madonia-Alessandra Testa, Corriere di Bologna – 20 ottobre 2026

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