Dopo uno studio storico e sociale la preparazione è ora un atto notarile. La Dotta Confraternita: «L’obiettivo è trasmettere una tradizione nota nel mondo»
Ieri, alle 11.30 è stata ufficialmente depositata la ’vera’ ricetta del brodo per il tortellino presso la Camera di commercio di Bologna. La Dotta Confraternita del Tortellino, che dal 1965 si impegna a difendere e preservare le più antiche e autentiche tradizioni gastronomiche bolognesi, ha decretato la ricetta definitiva dopo un lungo e approfondito studio storico e sociale. La ricetta, sancita in un atto notarile, è stata consegnata e firmata da Valerio Veronesi, presidente della Camera di commercio di Bologna, Alberto Salvadori, Gran Prevosto della Dotta Confraternita, e dal notaio confratello Carlo Vico. Si conclude così una trilogia durata oltre cinquant’anni: nel 1974, infatti, fu depositata la ’vera’ ricetta del ripieno, mentre nel 2008 quella sulle ’Caratteristiche tipiche dei classici Tortellini di Bologna’. «L’atto del 1974 fu fatto da mio padre Aldo –, ha tenuto a ricordare Vico –.
Da notaio, considero questa cerimonia come un’unione tra la sacralità dell’atto notarile e i profumi della cucina, un legame tra serietà e leggerezza in cui risiede tutto il nostro animo di bolognesi». La Confraternita ha stabilito che, per 2,5 chilogrammi di tortellini, servono mezzo cappone (di almeno cinque mesi), un chilo di doppione di manzo, un osso femorale di manzo, trenta grammi di sale grosso, una cipolla, due carote pelate, due coste di sedano, mezzo pomodoro ramato, e una crosta di Parmigiano Reggiano 24 mesi. In una pentola con cinque litri di acqua fredda bisogna aggiungere il sale e la cipolla tagliata a metà. Dopo averla brunita in padella, aggiungere le verdure e la crosta di Parmigiano. Unire poi le carni, riscaldare e portare a bollore, togliendo le impurità rimaste con una ramina.
Il Resto del Carlino, 19 ottobre 2026