II libro di Napoleone Neri ripercorre il forte legame tra il prodotto e la città felsinea: c’è anche un ricettario Antonio Di Benedetto (Associazione panificatori)
Le mani infarinate, il lavoro paziente dei fornai, il profumo del pane appena sfornato che si diffonde per le strade e arriva sulle tavole delle famiglie. È in questi piccoli ma importanti gesti quotidiani che si intreccia la lunga storia del ‘pane dei bolognesi’: una storia fatta di grano e passione, ma soprattutto di mani che con maestria trasformano acqua e farina in un alimento unico nel suo genere. Seppur meno celebrato della mortadella e dei rinomati tortellini, il pane rimane un protagonista rilevante della gastronomia bolognese: un alimento semplice e quotidiano, che oggi torna al centro dell’attenzione grazie a un racconto dedicato alle sue origini e alla sua evoluzione.
A raccogliere questa sfida è Napoleone Neri, autore del libro II pane dei bolognesi, un volume di oltre 300 pagine che ripercorre la storia di uno degli alimenti «più semplici e più significativi della nostra cultura». Un viaggio nei secoli che racconta il profondo legame tra il territorio felsineo e questo prodotto, arricchito inoltre da un ricettario dedicato alla tradizione bolognese, con preparazioni come il pane del Reno, la crescenta, i sabadoni e la torta di riso, oltre a proposte anti-spreco sul recupero del pane avanzato, pensate per preservare il più a lungo possibile il suo immenso valore. «Il pane fa parte della nostra storia – sottolinea l’autore – e l’intera filiera merita grande attenzione, custode com’è di un’importanza straordinaria». Alla presentazione, ospitata nella sede di Ascom, hanno partecipato numerosi ospiti che per l’occasione hanno ribadito il valore di questo prodotto e l’importanza di mantenerne viva la tradizione.
II pane è uno degli alimenti più semplici, ma racchiude in sé la storia di un’intera comunità: parlare di pane significa parlare di agricoltura, ma anche di trasformazione, commercio e ristorazione – spiega Roberto Melloni, presidente Fipe Confcommercio Ascom Bologna – . Basta pensare che appena entriamo in un ristorante, il primo gesto di benvenuto è proprio il cestino del pane». Così anche Antonio Di Benedetto, presidente dell’associazione Panificatori: «Vogliamo continuare a puntare sulla formazione – sottolinea – perché il futuro della nostra categoria dipende unicamente dalla capacità di ricreare manodopera specializzata che possa garantire il ricambio e l’avvicinamento delle nuove generazioni: per questo stiamo preparando un corso». Al suo fianco anche Duccio Caccioni, presidente De.Co Bologna: «Il cibo è una parte fondamentale della nostra cultura: tramandare questi valori e sapori rafforza le nostre tradizioni, che bisogna mantenere vive e far conoscere anche agli altri». Infine, secondo il giornalista Alberto Adolfo Fabbri, il nuovo libro «è un importante strumento didattico – dice -: qualsiasi cittadino cerchi una curiosità sul tema può trovarla in queste pagine».
Giorgia De Cupertinis