Il titolare de Il Voltone ha pubblicato i frame del video di sorveglianza. Il leader degli immigrati: «No a stigmatizzazioni razziste»
Un furto avvenuto un mese fa a Porretta Terme, quando due giovani si sono introdotti nella Pizzeria Il Voltone, gestita da Leonardo Pierucci, fuggendo con la cassa. Il colpo è stato messo a segno nella notte del 2 settembre: un’azione rapida, durata una quindicina di minuti, a suon di calci contro il portone esterno e la porta d’ingresso. Oltre alla denuncia ai carabinieri, con tanto di immagini della videosorveglianza, il titolare ha condiviso sui social uno scatto dei due presunti autori col passamontagna (foto a destra). «Ho diffuso l’immagine perché i responsabili erano a volto coperto, dunque senza violare la privacy, ma per capire chi fossero e sensibilizzare gli altri», spiega l’esercente. Paradossalmente l’immagine ha aperto un canale di dialogo con i residenti di origine straniera locali, a cui apparterrebbero i due soggetti. «La cosa più positiva sono state le reazioni dei rappresentanti dei cittadini di origine magrebina», sottolinea Pierucci. «Mi hanno contattato in molti. Alcuni sono miei clienti e, se fossero confermati i sospetti, sarebbero proprio loro le prime vittime, perché temono generalizzazioni. Hanno manifestato la volontà di collaborare». Per Pierucci, rientrato a Porretta dopo dodici anni tra Brasile e Stati Uniti, la sfida è il contrasto al degrado e alla devianza: «Servirebbe un’alleanza tra più soggetti: residenti, forze dell’ordine e cittadini dall’esterno».
Sul furto interviene anche Bouchaib Khaline (sopra), cinquantenne italo-marocchino residente da 36 anni in Alto Reno, metalmeccanico e consigliere comunale, già fondatore dell’Associazione immigrati Appennino bolognese. «I due giovani sembrano provenire da famiglie fragili – premette Bouchaib –, ma si tratta di studenti che vanno bene a scuola, non dei classici ignoranti». «La prima reazione generale è stata di preoccupazione e rabbia», prosegue. «La responsabilità di un reato è sempre individuale e fatti del genere non devono diventare il pretesto per criminalizzare tante persone per bene». «A complicare il quadro – prosegue il consigliere – ci sono le dinamiche di emulazione amplificate dai social, i contesti difficili e la carenza di spazi di aggregazione. Negli ultimi tempi siamo intervenuti direttamente all’interno delle associazioni per sensibilizzare i genitori sul comportamento di alcuni adolescenti, ottenendo risposte concrete: nell’area della Coop, dove c’erano state diverse segnalazioni, la situazione è migliorata». Khaline rifiuta però le letture allarmistiche: «Non dobbiamo credere a chi dipinge Porretta come un territorio in emergenza. Le criticità esistono, ma la situazione qui offre ancora margini di coesione. Lavoriamo insieme per garantire la sicurezza e offrire alle nuove generazioni un’alternativa fatta di lavoro e integrazione». Nel frattempo, sull’effrazione in pizzeria sono in corso le verifiche delle forze dell’ordine.
Fabio Marchioni, Il Resto del Carlino – 3 ottobre 2026