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«Al mi Fumer», sei decadi tra pane e brioche

Il traguardo della famiglia V alentini, proprietaria della bottega di via Saffi: martedì la festa

Ogni bolognese che è stato ragazzo negli anni Novanta ma anche in una posizione custodisce il medesimo, malinconico, ricordo: le luci soffuse di un forno aperto nel cuore della notte, i motorini parcheggiati alla bell’e meglio e quel profumo inconfondibile di pane caldo che si diffonde nell’aria ancor prima di superare la soglia d’ingresso. Alla vigilia degli anni Duemila una delle tappe obbligatorie prima di rientrare a casa, dopo una serata trascorsa in discoteca o in giro per locali, assunse un nome preciso: «Al mi furner, altrimenti detto Forno Valentini. Quella storica bottega, che si trova all’angolo tra le vie Saffi e dello Scalo, a un tiro di schioppo dal centro ma anche in una posizione strategica per raggiungere comuni e quartieri fuori porta, copie sessant’anni. Un Traguardo che la famiglia Valentini festeggerà martedì tra lee 10 e le 12, ancora una volta dietro al banco di leccornie.

Per l’ occasione , l’associazione panificatori di Bologna e provincia, consegnerà un targa una trga celebrativa. Obiettivo: suggellare ad imperitura memoria sei decenni di pane, passione artigiana e storia di vita cittadina. ” al mi Furner” è molto più di un negozio di vicinato, è un istituzione, di quelle che sembrano di resistere anche per far azionare a chi passa di lì la leva della macchina dl temp per rivivere i bei tempi andati. Quelli di cui si potevano dissipare le ore e mettersi in fila per acappararsi una brioche, un bombolone caldo , un pezzo di pizza o di crescente appena sfornato.

Un rito collettivo che ha sfamato, e unito, intere generazioni di studenti, bolognesi e fuori sede. “Al mi Furner” è anche di giorno, ma per molti resta un porto sicuro in cui chetare la fame chimica dopo aver tirato tardi e salvarsi dai postumi del giorno dopo. Tutto nacque nel 1966 grazie ai risparmi del giovane Rolando Valentini che, a soli 25 anni, riuscì a mettere da parte ·un milione di lire. Con quella cifra, insieme al fratello Nino, rilevò il panificio davanti al quale passava ogni giorno, pedalando in bicicletta. A scommettere sul laboratorio furono anche le due mogli. Gina e Anna. Il lavoro duro e i sacrifici vennero ripagati: la qualità del prodotto e il buon rapporto con la clientela fecero il resto. rendendo il forno un punto di riferimento per residenti ed avventori di passaggio. E propio al fondatore Rolando Valentini scomparso nel 2021, che figli e nipoti dedicheranno la festa di martedì. Ci piace pensare che lassù , tu possa gioire insieme a noi di questo traguardo. Ciao papà , lo omaggiano. Questo anniversario infatti è la grande ricorrenza che la famiglia celebra senza l’amato Rolando, che prima di passare a miglior vita, si è comunque goduto il suo più grande successo: l’attaccamento all’ attività di una famiglia intera, discendente e acquisita. Era il 1978 quando l’ attività si aprì alla seconda generazione di Valentini : entrò Nico , figlio di Rolando a cui si affiancò nel 1986 la moglie Franca. La svolta notturna arrivò a metà degli anni Novanta , quando la famiglia ottenne la licenza per la vendita anche nelle ore più buie, trasformando il forno nel faro della Bologna che non dorme in un fondamentale presidio di luce e sicurezza. Nel 2006 il testimone e’ passato infine a Simone, a cui si è aggiunto nel 2012 il fratello Leonardo. Una terza generazione a cui spera ne seguiranno altre.

Alessandro Testa. Il Corriere di Bologna 4 ottobre 2026

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