L’expo è dedicato a ristorazione, hotellerie e bar. Attesi 100mila operatori e 220 brand espositori
Un ponte da Madrid a Bologna per portare nel Bel Paese il format europeo dedicato al settore dell’ospitalità, nel segno dell’innovazione e della formazione per chi, nel turismo, è sempre in prima fila. E la città delle Due Torri, con il distretto di BolognaFiere, è la corine ideale per accogliere la prima manifestazione italiana di Hip – Horeca Professional Expo. Appuntamento dal 19 al 21 ottobre con una tre giorni dedicata a business, networking, innovazione e trasformazione del settore, con opportunità di formazione per imprenditori e manager di ristoranti, hotel e servizi.
In pista, 220 brand espositori e oltre 10mila professionisti: un ampio ventaglio di esperti, insomma, che metterà in relazione aziende e specialisti a cui verranno forniti gli strumenti per comprendere l’evoluzione del mercato e anche per conoscere le nuove tecnologie e i nuovi modelli di business. In programma pure Hospitality 4.0 Congress, che riunirà oltre 400 esperti e speaker internazionali. Insomma, un programma che riunisce “conoscenze e competenze diverse, esperienze internazionali e protagonisti che ogni giorno contribuiscono a trasformare il mondo dell’ospitalità – scandisce Manuelo Bueno, direttore di Hip –. Bologna è una città incredibile, siamo qui perché crediamo che il prossimo anno cresceremo con questo progetto in Italia”. E che l’evento si svolga proprio in Emilia-Romagna è motivo di orgoglio: “Siamo curiosi di vedere gli sviluppi futuri, ma qui si parte con il piede giusto: vogliamo accompagnare i nostri operatori nella sfida dell’innovazione”, precisa Roberta Frisoni, assessora regionale al Turismo.
Considerando la posizione e la cultura gastronomica emiliano-romagnola, viene da dire che “Bologna, nel cuore della Food Valley italiana, è il contesto ideale per accompagnare la crescita di HIP in Italia”, puntualizza Donato Loria, direttore Venue di BolognaFiere. Infatti, “la nostra città ha tutte le condizioni per diventare un punto di riferimento nazionale per il settore dell’accoglienza e della ristorazione – commenta Enrico Postacchini, presidente di Confcommercio Ascom –. Una grande tradizione gastronomica, un sistema fieristico forte e un tessuto di imprese che ha bisogno di confrontarsi con ciò che sta cambiando. Abbiamo scelto di esserci perché vogliamo che questo cambiamento parta” anche da qui.
Per Roberto Melloni, presidente di Fipe Bologna, nella ristorazione “non bastano più esperienza e lavorare bene”. Serve, infatti, “riuscire a farlo con più produttività e costi sotto controllo. Per questo Hip è un’ottima opportunità di confronto. Se innovazione significa soltanto introdurre la tecnologia nelle nostre attività, senza poi approfondirne l’uso, serve a poco. Se invece questa ci aiuta a organizzare meglio un locale, a ridurre gli sprechi e a migliorare il servizio, allora diventa uno strumento concreto per le nostre imprese”.
di Mariateresa Mastromarino, il Resto del Carlino, 30 settembre 2026