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La montagna in rosa. Mezzo mondo al Corno per tifare i campioni fra ’ciacci’ e grigliate

In strada tanti danesi per il vincitore Vingegaard e uruguaiani per Silva.

Quando ha tagliato il traguardo dell’arrivo di tappa al Corno alle Scale, il danese Jonas Vingegaard sembrava tenere lo sguardo rivolto verso Sud, come se da lì potesse vedere all’orizzonte la passerella finale del Giro d’Italia sui Fori Imperiali. Il Nord e il Sud del mondo si sono accalcati ieri a bordo strada lungo tutta la salita che da Gaggio Montano conduce al Corno. I più numerosi erano appunto i tifosi danesi, arrivati sulle strade dell’Appennino bolognese per seguire ‘Vingego’ – così lo pronunciano – ma non solo: l’intera famiglia di Michael Valgren si è mossa in camper da Aalborg: «Se lo merita, è stato il primo danese a emergere fra quelli della sua generazione». Tutta la vallata si è vestita di rosa per accogliere il Giro ventidue anni dopo l’ultimo arrivo al Corno: al bar Barilani di Querciola c’è addirittura chi ha sfoderato un costume da fenicottero in omaggio alla città di partenza, Cervia, e ai più appariscenti tra i frequentatori delle sue saline. Ha sfumature rosa anche l’impasto dei tipici ’ciacci’ che lo stand della pro loco di Bombiana sforna a getto continuo nella piazza di Gaggio Montano, dove perfino l’iconico faro è addobbato per il passaggio del Giro. Lungo la salita non manca chi ha deciso di fare la scalata con alcune parrucche rosa – l’idea è di un gruppo di toscani – o di attendere il passaggio dei corridori accompagnandosi con bruschette e grigliate, come il gruppone del ‘Giro dei bar’ di Lizzano in Belvedere. A bordo strada si notano altri gruppi di tifosi: quattro austriaci hanno valicato le Alpi per seguire Felix Gall, poi secondo al traguardo: «È tirolese, come noi», ripetono orgogliosi, mentre una coppia di svedesi confida di essere arrivata anch’essa qui per seguire Vingegaard.

Immancabile, quando si pedala in Emilia Romagna, l’accampamento del Fan Club Marco Pantani, ieri affiancato dalla famiglia Duarte, arrivata dal Portogallo per seguire Eulalio: «Afonso terrà la maglia rosa, vedrete». Ma ad aver ridisegnato più di chiunque altro la geografia del ciclismo sono i sudamericani: dagli uruguaiani – un ragazzo, qui insieme al suo cane Pedro, ha fatto migliaia di chilometri per vedere Guillermo Silva passargli davanti per pochi secondi – agli argentini, con tanto di maglia autografata dall’eroe del pedale locale Eduardo Sepulveda; appostati sul traguardo ecuadoriani, venezuelani e colombiani sperano in un trionfo dei connazionali, Cepeda, Bernal. «Ha qualche anno in più, ma nessuno in salita ha più coraggio di lui», mormora Sujedi, ma soprattutto Einer Rubio: «È in fuga, oggi è il suo giorno», è sicura la sua amica Natalia. Alla fine, come da copione, la salita al Corno sarà un assolo di Jonas Vingegaard, con il tenace Eulalio ancora aggrappato alla maglia rosa. E il Corno alle Scale che è pronto ad attendere corridori provenienti da sempre nuove parti del mondo.

f.d.., Il Resto del Carlino 18 maggio 2026

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