Giacomo Calistri, l’addioHa raccontato l’Appennino«Ora scrivi dal Paradiso»Lo storico cronista de il Resto del Carlino si è spento l’altra notte a 79 anniI funerali domani alle 11 a Porretta Terme.
Se n’è andato a 79 anni il giornalista Giacomo Calistri, che per più di 40 anni è stato la voce della montagna su il Resto del Carlino. Una lunga collaborazione che ha reso Calistri uno dei cronisti più importanti del territorio, capace di raccontare come si sia evoluto l’Appennino e come siano cambiati i suoi protagonisti. Il funerale domani alle 11 alla chiesa dei cappuccini di Porretta Terme. La vedova Carla Giusti gli è stata a fianco fino all’ultimo secondo e il suo strazio non conosce fine: «Nonostante la malattia, è riuscito a raggiungere il sogno che aveva fin da bambino: quello di diventare giornalista – rivela in lacrime –. Ha amato tantissimo il suo giornale, per lui la redazione era una casa e i colleghi una famiglia. Dover smettere di scrivere, perché oltre alla vista aveva perso anche la voce, è stato un dispiacere immenso per lui. Ma nonostante tutto, non si è mai lamentato, vivendo sempre con grande dignità e umiltà. Voglio ringraziare tutti coloro che ci sono stati vicini in questo momento doloroso». ll senatore Pier Ferdinando Casini lo saluta così: «Giacomo Calistri per lunghi anni è stato il re della montagna: voce onnipresente, difensore civico di tutti i Comuni dell’Alta valle del Reno, conoscitore minuzioso di ogni fatto ed evento. Per me è stato veramente un punto di riferimento fondamentale. Quando iniziai a fare politica coi pantaloni corti, era già là, assieme a Bruno Gualandi e a un gruppo di giovani di Gaggio Montano»..
«Apprendo con profonda tristezza della scomparsa di Giacomo Calistri – dice Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione –, da sempre voce autentica del nostro Appennino e, in modo speciale, dell’Alto Reno. Con lui se ne va non solo un professionista attento e rigoroso, ma un punto di riferimento capace di dare anima e dignità alle storie della nostra montagna. A Giacomo mi legano ricordi vivi, intrecciati alle battaglie più significative dell’ex Comune di Granaglione, che seppe raccontare con sensibilità, rispetto e rara umanità. La sua penna ha saputo dare voce a un territorio spesso dimenticato, restituendogli presenza e valore sulle pagine della stampa. Alla moglie e ai familiari le mie più sentite condoglianze». Il deputato Pd, Andrea De Maria, ricorda Calistri su Facebook: «I momenti di incontro con lui per me sono stati tanti, in particolare da sindaco di Marzabotto e da presidente della Comunità montana Alta e Media Valle del Reno. Tutte le mie condoglianze ai suoi familiari». Il direttore di Confcommercio Ascom Bologna, Giancarlo Tonelli, saluta così il decano dei giornalisti: «Calistri è stato per anni il corrispondente del Carlino per l’Alto Reno, ma per me è stato un amico vero, sincero e sempre premuroso. Giacomino per tutti noi amici è stato un esempio di attaccamento al suo Appennino e ai valori della nostra montagna. Ora attendo i tuoi articoli dal Paradiso».
Anche l’ex sindaca di Gaggio Montano, Maria Elisabetta Tanari, si stringe al cordoglio e non rinuncia a un ricordo personale: «Accettava la condizione di non vedente con autoironia: quando si faceva la gaffe, tipo: ’Giacomo, ci vediamo’. Lui rispondeva: ’Vi vedrete poi voi…’». La redazione del Carlino di Bologna è vicina alla famiglia Calistri. Tra i tanti colleghi che l’hanno conosciuto e apprezzato, Enrico Barbetti scrive sui social: «Calistri è stato una colonna portante del giornale, grazie al suo acume e alla capacità di entrare istantaneamente in sintonia con qualunque interlocutore, dalla più alta figura istituzionale all’ultimo pastore del più sperduto villaggio dell’Appennino. A dispetto della malattia che gli aveva tolto la vista, manteneva un controllo assoluto sul suo territorio e per la montagna bolognese era diventato nei decenni egli stesso un’istituzione. Lavorare con lui è stato un privilegio».
Alessandro Belardetti, Il Resto del Carlino – 27 aprile 2026