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Chiesa del Baraccano. L’appello di don Giovanni. «Riaprirla ai visitatori»

Il santuario, chiuso al grande pubblico, apre solo per la messa della domenicaLa proposta del rettore della struttura: «Recuperarla pure con l’aiuto dei privati». Qui tanti senzatetto. Il tema decoro

Appello per riaprire la chiesa del Baraccano: l’edificio, che si trova tra i giardini Margherita e via Santo Stefano, tappa importante del turismo religioso e della tradizione bolognese, oltre che prezioso bene storico e architettonico, inserito nel patrimonio Unesco dal 2021, «ha bisogno di essere rimesso a posto, bisogna riaprirlo al pubblico al più presto», le parole del rettore della chiesa, don Giovanni Bonfiglioli. Nella chiesa – anzi, precisamente, nel Santuario di Santa Maria del Baraccano – al momento, si può accedere solo la domenica, «con la messa delle 10.30 celebrata da un sacerdote in pensione – racconta don Giovanni –. Viene aperta dall’associazione Pax Christi che l’ha presa in mano nel 2014. Questa è una chiesa particolare per Bologna, perché la tradizione vuole che le coppie di sposi vengano qui dopo le nozze a ‘prendere la pace’. La chiesa però è messa molto male, anche all’interno. Nel 2018 avevano iniziato a pensare a dei lavori e pare che il Comune avesse già stanziato dei fondi, e poi avrebbero contribuito anche la Diocesi e altre realtà. Poi però non se n’è fatto più nulla». Ora la facciata, in alto, è avvolta da reti, «e così è anche all’interno, è messa parecchio male – prosegue il rettore –, sia fuori che dentro stanno venendo giù pezzi di intonaco. Mi hanno detto che ogni tanto qui mandano dei tecnici a fare dei controlli, ma è davvero un peccato continuare a vederla così». A proposito: «Sono venuto qui il giorno di Pasqua a passeggiare e delle persone mi hanno chiesto se si poteva visitare o meno. Ha un valore notevole, infatti ha anche la targa Unesco (dal 2021), e di fianco c’è la canonica».

E poi la chiesa è un santuario: «La Madonna è la custode di Bologna (pensiamo a San Luca), e lungo tutti i viali sulle mura c’erano tanti santuari mariani, come la Madonna del Borgo, Santa Maria delle Muratelle e così via – spiega don Giovanni –. Qui c’era questa edicola che era addossata al barbacane (elemento di una fortezza), da qui il nome poi del ‘baraccano’. Questo, comunque, è uno dei santuari sulle mura che testimonia la protezione della Madonna sulla città. È una chiesa che non ha profondità, è più larga che lunga, l’altare antico è quindi molto vicino all’entrata e mostra l’immagine dipinta di Francesco del Cossa». La chiesa non ha solo valore religioso, ma anche grande rilevanza dal punto di vista turistico: «Siamo in un momento in cui Bologna ha una grande presenza di turismo – sottolinea don Giovanni –, recuperare questo bene così importante vorrebbe dire recuperare un po’ di dignità della città, e sicuramente un pezzo importante della nostra identità». La proposta: «Rimetterla a posto il prima possibile, sottraendola al degrado, fare qui un appartamento del custode e dall’altra parte fare delle iniziative, anche culturali, come delle piccole mostre, del resto qui c’è un parcheggio. Pensate, perché no, come sarebbe bello fare un concerto sul sagrato. Dal punto di vista cittadino, religioso, turistico, monumentale, artistico, per tutti questi aspetti sarebbe fondamentale risistemare questa chiesa – incalza don Giovanni –.

Sarebbe bello che il Comune riprendesse il discorso già avviato dei lavori, ma anche che ci fosse una risposta da altre realtà – dei privati, ad esempio, o delle Fondazioni -, che possano contribuire al restauro, dato che questa chiesa ha anche una certa importanza». Bisogna poi ripensare anche ai locali attigui alla chiesa, e quindi a «una ristrutturazione in funzione della destinazione prescelta: ad esempio ricavando un mini appartamento per il custode, per qualcuno che vegli su questo posto». C’è anche il tema degrado, connesso alla struttura: essendo inutilizzata per quasi tutta la settimana, infatti, il suo sagrato è diventato rifugio di diversi senzatetto, che qui si sono in qualche modo sistemati in modo stabile. «Il primo punto da porsi: è dignitoso, per queste persone, lasciarle così? Secondo punto: è dignitoso per la città? Io credo sia un disonore per la comunità – sottolinea il rettore della chiesa –. Si potrebbe, ad esempio, risistemare l’adiacente ex caserma Masini (tra via Orfeo, via Borgolocchi e via Santo Stefano), offrendo così ai senzatetto accoglienza, servizi igienici. Un’occasione, insomma. Bologna è una città accogliente. E accoglienza significa anche dare dignità, attraverso anche, ad esempio, la possibilità di lavorare».

Chiara Gabrielli – Il Resto del Carlino, 26 aprile 2026

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