Uno sportello anti recensioni selvagge Al via il servizio da Ascom. Nuove regole per fare recensioni ma i ristoratori restano tiepidi
Parte la stretta contro le false recensioni online. La nuova legge, entrata in vigore nei giorni scorsi, introduce criteri più stringenti per garantire trasparenza e affidabilità nelle valutazioni di ristoranti e bar. Un intervento atteso da anni, che però divide gli operatori del settore tra ottimismo e cautela. Per Roberto Melloni, presidente Fipe Bologna, si tratta di un passo importante. «Le recensioni incidono per il 709 delle persone che scelgono un ristorante e pesano quasi per il ix del fatturato — spiega — le false recensioni possono danneggiare pesantemente la reputazione di un locale». Da qui l’attivazione dello sportello Sos Recensioni. «E un servizio che offriamo alla città per filtrare le segnalazioni e intervenire in modo più efficace. Sarà attivo nei prossimi giorni», aggiunge. La recensione dovrà quindi essere certificata tramite uno scontrino: «Non si potrà risalire alla persona per motivi di privacy, ma servirà una prova della consumazione». Un’altra novità è la possibilità di richiedere la cancellazione di una recensione, anche se vera, dopo due anni, se non rappresenta più la situazione del locale. «Se viene segnalato che un locale è rumoroso e il gestore interviene migliorando l’acustica, dopo due anni può chiedere la rimozione della recensione, perché non è più rappresentativa della realtà», precisa Melloni.
Ma tra gli operatori del settore c’è chi si divide. Piero Pompili, direttore del ristorante Al Cambio, accoglie la norma ma afferma: «La legge è giusta, ma non basta dimostrare di essere stati in un ristorante: servono obiettività e senso di responsabilità, qualità che non tutti hanno», afferma. «Leggiamo tutte le recensioni che ci arrivano. Molte hanno il punteggio minimo perché qualcuno non è riuscito a prenotare, ma non stiamo nemmeno a rispondere». E guarda con sospetto anche al lato opposto: «Spero che ci siano norme che regolino an *** che i cosiddetti influencer gastronomici. II grande entusiasmo nei loro reel spesso non corrisponde alla vera qualità offerta dal ristorante. Dal problema delle recensioni false rischiamo di passare a quelle troppo positive». Più prudente Paolo Carati, proprietario del Caminetto d’Oro.
«È un primo passo, ma bisogna vedere come la legge verrà applicata», osserva. «Certificare le recensioni tramite scontrino? Lo si può trovare facilmente, non è la soluzione definitiva». Carati mette in guardia soprattutto sulle difficoltà pratiche: «II problema è intervenire davvero quando una recensione è falsa. In un paio di occasioni, abbiamo dovuto fare intervenire un avvocato: la prima volta è stata cancellata, la seconda ci è voluto più di un anno». Resta però il rischio di manipolazioni: «C’è chi compra recensioni positive e chi attacca i concorrenti. Avere uno strumento per difendersi è auspicabile, ma il nodo sarà capire chi c’è davvero dietro una recensione: il locale è fisico e ci mettiamo la faccia, ma chi scrive spesso resta anonimo». Più entusiasta invece Simone Ferrara della trattoria Scacco Matto Agli Orti: «A mio avviso, sarebbe opportuno consentire di recensire solo chi ha effettuato una prenotazione tramite un server o un gestionale riconosciuto, così come avviene nelle strutture alberghiere. Più che affidarsi alle recensioni, sarebbe utile tornare a fare riferimento a guide specializzate o ai professionisti del settore, così da avere un orientamento più affidabile».
Corriere di Bologna, 10 aprile 2026