La Fortitudo sceglie la strada della tradizione e si presenta ’in casa’ di Giancarlo Tonelli, direttore generale di ConfCommercio Ascom.
E’ passato quasi sottotraccia e fa bene Fabio Betto a ricordarlo. «L’Unipol ha portato a Bologna Federico Celli», che sarebbe poi l’esterno della nazionale, ex San Marino e battitore di potenza. Con lui ci sono l’assessora allo sport Roberta Li Calzi e Simona Ruggeri, in rappresentanza del marchio Unipol. Tutti concordi nel dire che «la Fortitudo Baseball è un’eccellenza sportiva della città». Venerdì scatta il campionato – esordio con il Crocetta – che ha una formula (due gironi da cinque) che non piace molto al manager Betto. Ma la Fortitudo è pronta a dare battaglia a San Marino (campione d’Italia) e Parma e altrettanto pronta a sfornare certi progetti. Sul Gianni Falchi, impianto di casa, di proprietà comunale, l’idea è doppia: prolungare la convenzione e dar vita a un piano di sostenibilità idrica. Progetto, questo, che avrebbe una duplice valenza: economica e ambientalista. «Stiamo lavorando dal 20 gennaio e vogliamo partire con il piede giusto – dice Betto –. Ai playoff quattro squadre su cinque. Ma noi vogliamo restare in alto». Perché la Fortitudo vorrebbe riportare lo scudetto a Bologna. Un anno fa, semifinale con annessa iella. «Nel momento top si sono fatti male Liberatore e Newton, che a quel punto della stagione non potevamo più sostituire», spiega Daniele Frignani, il general manager. Tanto spazio ai giovani (scudetto agli under 18 dopo trent’anni), rinnovato accordo con le Blue Girls Bologna di Ivan Lentini e con il mondo dei ciechi. «Ci manca ancora un giocatore – fanno sapere Frignani e Betto –. Arriverà presto». Lo spirito è buono, cominciare dalla sede di Ascom spesso è stato di buon auspicio. La Fortitudo ci crede e ci prova.
a. gal., Il Resto del Carlino – 8 aprile 2026