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Tutti in città per Pasqua. Alberghi vicini al pienone: «Presenze intorno al 90%»

Dalla città alla provincia, prenotate anche diverse attrazioni del territorio. Santori: «Una partenza che lascia ben sperare per il resto della stagione»

A Pasqua si riempirà la città. Salvo disdette dell’ultimo minuto, le presenze alberghiere durante il weekend di festa si attestano tra l’85% e il 90%. Un alto tasso di riempimento anche in tante attrazioni: casa Dalla, Archiginnasio, Torre dell’Orologio e i cammini, a partire dalla Via degli Dei.

A comunicare questi numeri è Mattia Santori, delegato comunale al Turismo con il coordinamento della Destinazione Turistica Metropolitana, politiche giovanili, scambi internazionali e grandi eventi sportivi. «Un 2026 che è in linea con lo scorso anno. Una buona partenza a Pasqua lascia ben sperare anche per il resto della ’primavera turistica’, periodo in cui si sommano le attività cittadine (ad esempio le fiere) e sportive», puntualizza Santori. In realtà, «sarà la prima Pasqua senza i cantieri di via Indipendenza e Ugo Bassi. Così la città inizierà a essere quella che che ci aspetta nei prossimi anni», continua.

Secondo i dati dell’osservatorio di Federalberghi Bologna, il trend di prenotazioni turistiche delle vacanza pasquali è ottimo. «Sulla città la media è ben al di sopra dell’80%, in linea con il 2025», sottolinea Giovanni Trombetti, presidente Federalberghi Bologna. Anche se, nel 2026, abbiamo dinamiche completamente diverse rispetto agli anni precedenti. Trombetti, infatti, ricorda: «La scorsa Pasqua il traino maggiore è stato il Wec che si è svolto a Imola durante il weekend di Pasqua nel 2025. Mentre quest’anno sarà il 19 aprile, quindi due settimane dopo Pasqua», racconta.

Inoltre, da non sottovalutare, è «lo scenario internazionale», continua Trombetti. A preoccupare Federalberghi, infatti, sarà l’estate. «Speriamo di riuscire a fare una promozione mirata a un turismo europeo e locale per colmare il gap dovuto a un calo delle presenze americane e internazionali. Un altro tema è il rincaro energia e il rischio aumenti per i voli aerei, dovuto alla stangata sui prezzi della benzina », prosegue Trombetti. Un altro tema è «il tipo di città che vogliamo dare al turista», dice. «I cantieri ci hanno penalizzati, emerge anche dalle recensioni dei bolognesi, molte volte degrado e sicurezza sono i punti di disagio che ci vengono segnalati, a fronte di ottimi servizi», afferma ancora Trombetti.

Una soluzione, secondo il presidente cittadino di Federalberghi, potrebbe essere «investire sul futuro e annunciare la prossima conclusione dei lavori, così da tranquillizzare il turista (anche italiano). Dobbiamo comunicare una città rinata, essere più incisivi e attrarre curiosità», chiude Federalberghi. In provincia sono tante le richieste per la Via degli Dei, «che nel 2025 ha totalizzato 25mila camminatori. L’anno scorso siamo cresciuti, con milioni di turisti arrivati tra città e provincia: un vantaggio anche per le attività commerciali», segnala Daniele Ravaglia, presidente della Fondazione Bologna Welcome.

«Lavoriamo su tutte le emergenze artistiche e culturali, anche quelle gastronomiche. Infatti, una ricerca fatta di recente a livello nazionale, dice che l’81% degli italiani preferisce e si informa su una possibile destinazione in base all’aspetto enogastronomia. Un numero straordinario. Ambiente, cultura e storia ma anche enogastronomia. E, in questo, Bologna fa la sua parte», continua Ravaglia. Un’offerta che Bologna Welcome realizza attraverso l’iniziativa ’a cena (o pranzo) con le sfogline’, nelle abitazioni private.

di Giovanni Di Caprio, il Resto del Carlino, 3 aprile 2026

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