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Museo dell’Ottocento: «Ecco le nuove opere»

Francesca Sinigaglia racconta gli inediti esposti da oggi. «Da Savini a Bertelli. E in autunno una mostra su Luigi Serra»

Un successo tira l’altro. Si può dire così nel caso della storica dell’arte Francesca Sinigaglia che ha realizzato il Museo Ottocento in piazza San Michele. Inaugurato il 20 aprile 2023 è uno dei pochi in Italia che si concentra solo sull’arte bolognese dell’Ottocento con opere selezionatissime e di prestigio. Proprio di recente la Galleria è stata segnalata dal New York Times come una meta obbligata per chi viene a visitare la nostra città.

Francesca Sinigaglia, la mostra su Lea Colliva si è appena chiusa come è andata?
«Benissimo. Ci tenevo molto a far conoscere, a 50 anni dalla sua morte, questa riscoperta pittrice del nostro territorio, considerata un personaggio di fama internazionale, perché ha vissuto molte esperienze anche alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma. La mostra, con catalogo pieno di opere inedite, esprime compiutamente l’evoluzione bertelliana, che dalla tradizione va verso un’interpretazione della forma in termini astratti. La sua chiave espressiva è unica. Questo lo sostiene anche Vera Fortunati che afferma che la Colliva chiude il cerchio artistico femminile che partiva dal ‘400 con Properzia de’ Rossi, Fontana e Sirani sino al ‘900 con la Colliva».
E adesso?
«Da oggi fino all’autunno riapre al pubblico il Museo con la collezione permanente. Si vedranno anche opere inedite che sono state acquistate in questo anno. In primis un olio di Alfonso Savini del 1873: nella monografica a lui dedicata avevo pubblicato la foto e poi ho trovato in un’asta il bellissimo quadro ‘Figura neopompeiana’; un Orfeo Orfei ‘Il vasaio’, che rappresenta appunto un vasaio che restaura dei pezzi della felsinea Manifattura Minghetti. Incredibile binomio di bolognesità! Infine un sorprendente Luigi Bertelli, con Le cave di Monte Donato’, che arricchiva, durante la guerra, l’andato distrutto mitico Hotel Brun. Man mano che escono sul mercato i nostri grandi capolavori, il Museo li acquisisce per riportarli a Bologna».
Poi quali altre novità?
«Seguirà all’inizio dell’autunno una mostra sull’artista Luigi Serra (Bologna 1846-1888) per la quale giunge un prestito di un’opera inedita che era nei depositi dei Musei Vaticani. Ne arriverà un altro dagli Uffizi e infine un pezzo e dei disegni da un fondo di Napoli».
Contemporaneamente a Serra curerà un’importante mostra a carattere internazionale, quali novità ci riserba?
«A palazzo Pallavicini, in via San Felice, si svolgerà in ottobre una mostra con ottanta opere dedicata all’Ottocento internazionale dal titolo Un capolavoro di giornata. Un viaggio nel tempo dall’alba al tramonto. Il che rappresenterà una giornata dell’Ottocento internazionale attraverso i dipinti nelle 24 ore del giorno dal sorgere del sole, i campi coltivati, alla colazione della borghesia che si sveglia, alle loro serate, alla notte. Un ritratto della società ottocentesca. Sono coinvolti anche molti personaggi della cultura bolognese che con me hanno studiato questo originale argomento artistico».
Quali opere ci saranno, per esempio?
«Un’opera eccezionale di Monet Le ninfee di notte dell’Archivio Boldini, dei quadri sempre di Boldini che rappresentano il giorno. Poi un prestito di un Pelizza da Volpedo arriverà dal Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano e stiamo attendendo la conferma dal Louvre per altre opere».
E poi?
«La mostra da qui si sposterà a Monza a Villa Reale e forse a Napoli ». Il Museo Ottocento è aperto anche per le festività pasquali dalle 10 alle 19.

di Nicoletta Barberini Mengoli, il Resto del Carlino, 3 aprile 2026

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