Sorella maggiore del sindaco di Bologna Giorgio, aveva gestito l’alimentari di via Risorgimento dal 1957 al 2022. Oggi il funerale
«Riale è il posto più bello del mondo». Lo ripeteva all’infinito Anna Guazzaloca che, all’età di 90 anni, è scomparsa domenica scorsa a Riale di Zola Predosa. Per 65 anni, dal 1957 al 2022, aveva gestito il negozio di alimentari al civico 48/B di via Risorgimento, nella palazzina acquistata nel 1927 da Dante Accarisi, capostipite di una grande famiglia di commercianti. Anna Guazzaloca il 27 aprile 1958 sposò Angiolino, figlio di Dante. I funerali di terranno oggi alle 11 nella cappella del cimitero di Zola Predosa. Anna Guazzaloca era la sorella maggiore di Giorgio Guazzaloca (1944-2017), l’unico sindaco di Bologna (dal 1999 al 2004) non di sinistra degli ultimi 80 anni. Anna Guazzaloca lascia due figli e sei nipoti. Unanime il cordoglio in tutta la comunità di Riale.
«Era più grande di nove anni del fratello Giorgio – racconta Rita Accarisi, figlia di Anna – e si volevano tanto bene. In pratica lo aveva cresciuto lei e aveva sofferto molto quando era scomparso nove anni fa. Lo adorava e non aveva alcuna invidia di lui per i posti di prestigio che era andato a occupare: prima presidente di Confcommercio Ascom, poi presidente della Camera di commercio e, infine, sindaco di Bologna. Non si curava delle critiche che Giorgio riceveva in questa sua ultima carica». II negozio di alimentari gestito da Anna Guazza loca era un punto di riferimento per tutta la comunità rialese. «Non c’era ragazzo di Riale – rivela ancora la figlia Rita – che non andasse matto per i panini che preparava per loro. Una tappa obbligata prima di varcare la soglia della scuola».
Nata il 12 agosto del 1935, Anna Guazzaloca lasciò il lavoro di magliaia quando sposò Angiolino Accarisi e ben presto si trovò dietro il bancone del negozio di alimentari, aperto sino a quattro anni fa, quando si era ritirata per i postumi ad una frattura del femore, di fianco al bar e tabaccheria degli Accarisi, ancora oggi gestito dai figli Rita e Valerio e dai nipoti. «Anna amava ricordare la Riale di una volta – rivela Stefano Cellini – e spesso si ritrovava con mio padre Luciano a rinverdire i fasti di questo paese. Come quando c’era una sola fontana di acqua potabile per tutto il paese. Testimone di settant’anni di storia di Riale, nel 2020 venne premiata alla Sagra di Ria le da don Claudio Casiello e dai due sindaci dei comuni confinanti: Davide Dall’Orno di Zola e Massimo Bosso di Casalecchio».
Nicodemo Mele, Il Resto del Carlino – 31 marzo 2026