II direttore Tonelli: «II Comune apra un tavolo di confronto»
Giancarlo Tonelli, direttore generale di Confcommercio Ascom: la Città 30 è tornata, con ordinanze strada per strada. Come avete reagito al provvedimento?
«Restiamo fermi su quelle che sono le nostre richieste, presentate al Comune anche dopo sentenza del Tar: serve un progetto complessivo sulla mobilità, che non può riguardare solo il divieto di andare a 50. Siamo sempre stati a favore dei 30 in centro ed è chiaro che, dove ci sono scuole e realtà sensibili, è giusto abbassare il limite, anche in periferia. Attenzione, però, perché la fretta non sempre è una buona consigliera…».
Che tipo di progetto serve, in un momento complicato per le imprese, che si lega intrinsecamente ai lavori per il tram?
«Vogliamo una mobilità diversa, che si lega anche alla Città 30, ai cantieri del tram e a tutte le trasformazioni che ci saranno. Riteniamo fondamentale un aspetto: Bologna ha bisogno di investimenti».
Che tipo di investimenti?
«Innanzitutto, per valorizzare il commercio di vicinato: le imprese stanno vivendo trasformazioni che vanno a toccare il lavoro delle attività. Poi servono interventi per l’arredo urbano e per la riqualificazione e la manutenzione delle strade: basta girare per la città per accorgersi che, dove è stato deviato il percorso dei bus a causa dei cantieri, ci sono danni molto seri al manto stradale».
Serve un contributo maggiore, dunque, per le imprese direttamente toccate dalle trasformazioni.
«Penso anche a un piano per il carico-scarico delle merci, sia nelle strade a 30, sia in quelle a 50 all’ora. E, su tutti questi aspetti, un confronto con l’Amministrazione non può mancare».
Il dialogo è stato carente fino a oggi?
«Finora sì, ma noi pensiamo al presente e al futuro. Abbiamo chiesto di costituire un tavolo permanente per progettare assieme la città: tutti i partiti e le istituzioni riconoscono il valore economico e sociale delle attività commerciali, ma nel concreto c’è bisogno di un confronto per capire fino in fondo quale valore e quale ruolo si vuole dare loro, per il 2026 e per i prossimi anni».
Francesco Moroni, Il Resto del Carlino – 20 marzo 2026