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Aeroporto, nel 2025 utili in crescita

Sale il timore per la guerra in Iran

La partita sul trasferimento di ItaliaMeteo da Bologna a Roma non è chiusa: è quanto sostiene il vicepresidente dell’Emilia-Romagna, Vincenzo Colla (foto). «Chiediamo un incontro al governo al più presto per cercare di discutere su come trovare una giusta soluzione. D’altra parte, con un decreto legge, prima che sia convertito in legge, si può fare ancora tutto», scandisce Colla, subito prima dell’audizione alla commissione regionale Sviluppo economico per fare il punto della situazione sull’agenzia per le previsioni meteo, che si è insediata all’interno del Tecnopolo di Bologna e che il governo vuole portare nella Capitale. «ItaliaMeteo sta dentro a quel contesto, sradicata da lì è evidente che non è più ItaliaMeteo, perché stiamo parlando del più alto livello di investimento sulla climatologia», avverte il numero due della giunta di viale Aldo Moro. «L’intelligenza artificiale è indispensabile per la climatologia. Abbiamo fatto l’accordo di sede col governo che tratta proprio di ricerca e dello studio dell’evoluzione climatica all’Università di Bologna: per questo lo sradicamente ha sinceramente dell’incomprensibile – contesta Colla –.

Organizzeranno un grande evento con tutte le nostre strutture scientifiche e di ricerca e, ovviamente, insieme anche a ItaliaMeteo: a quell’iniziativa hanno già dato l’adesione a partecipare sia il presidente de Pascale, sia il sindaco Lepore». ItaliaMeteo, la Regione non molla «Chiediamo un incontro al governo» «L’agenzia ha senso nel contesto del Tecnopolo, sradicata non è più se stessa» L’Aeroporto di Bologna chiude un altro esercizio in crescita. Il cda del Marconi ha approvato il progetto di bilancio relativo al 2025, che sarà sottoposto all’assemblea dei soci convocata per il 23 aprile, alla quale sarà proposta la distribuzione di un dividendo conplessivo di 12,6 milioni di euro: 0,35 euro per azione, con un pay-out del 54% sull’utile di esercizio della capogruppo. Intanto, cresce la preoccupazione per la situazione geopolitica che potrebbe avere delle ripercussioni anche sui trasporti aerei. «L’attacco all’Iran potrebbe incidere sulla domanda e sull’operatività del settore. In termini di connettività diretta, l’esposizione del gruppo agli effetti della guerra in Medio Oriente è limitata, circa il 2% del traffico, e si concentra prevalentemente su collegamenti da e per Dubai, con riflessi anche sull’attività cargo.

L’entità di tali impatti, anche indiretti, sulla domanda, derivanti da possibili incrementi dei prezzi dei biglietti aerei e da una possibile ripresa dell’inflazione, dipenderà dalla durata delle tensioni e da possibili ulteriori escalation», scrive lo scalo. Il 2025 si è chiuso con 11,1 milioni di passeggeri, +3,4% sul 2024. Il Marconi si conferma settimo scalo nazionale per numero di viaggiatori, quarto nel settore cargo. I ricavi ammontano a 181,4 milioni(+9,2%), mentre il margine operativo lordo registra una lieve flessione rispetto al 2024, da 55,1 a 54,5 milioni, andamento legato ai lavori (che hanno in parte condizionato il traffico estivo) e ai costi di gestione dei cantieri. Cresce, invece, l’utile consolidato: 24,8 milioni di euro, contro i 24,4 milioni del 2024.

Il Resto del Carlino, 17 marzo 2026

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