In alcuni tratti niente più macchine, in altri arrivano nuovi sensi unici. Anche via Indipendenza, riaperta a dicembre, è ormai solo pedonale
Ai piedi della chiesa di Santa Maria della Visitazione spadroneggiano due enormi new jersey gialli e neri. Sopra spicca il segnale di divieto di transito (già ricoperto di tag e scarabocchi, a dirla tutta). Qualcuno, però, dopo diversi mesi deve ancora abituarsi alla novità: uno scooter ‘furbetto’ arriva e si infila nella pista ciclabile, quella che costeggia i binari, mentre una ciclista gli inveisce contro. E allora clacson, epiteti poco cordiali, mani che menano l’aria. Via Riva di Reno è una delle (poche) strade che, per fare posto al tram, ha cambiato i suoi connotati. Per sempre. No al passaggio di auto e altri mezzi da via delle Lame alla rotonda Tarozzi, direzione PalaDozza; sì a pedoni, bici e monopattini, con un percorso ciclopedonale che lambisce, appunto, la tramvia. La viabilità in zona ne risente già, i residenti lo sanno. Non è l’unico tratto della città a essere stravolto: tra tutti, chiaramente, si è già fatta notare la nuova via Indipendenza.
L’arteria principale del salotto buono è pedonale da mesi, da fine dicembre, quando il Comune l’ha riaperta dopo i cantieri inaugurando le luminarie di Luca Carboni. Eppure, al momento, a Bologna la regola sembra più che altro quella di doversi già abituare all’assetto definitivo della viabilità con il tram in funzione. Come in via San Donato che, di fatto, ad oggi è a senso unico. E così resterà, nel tratto dalla rotonda Biavati fino a via Andreini: le auto rimarranno solo nella corsia che porta verso il centro, accanto al ‘marcia-tram’. Da via Andreini a San Donnino, invece, ci sarà uno dei famosi tratti ‘promiscui’. Ovvero i punti dove tram, auto, scooter e così via viaggeranno assieme (con le dovute regole e prescrizioni). Guardando agli altri tratti promiscui, quelli dove non c’è spazio per separare i binari dalla carreggiata destinata al traffico normale, sono tutti lungo la linea rossa: il ponte sulla ferrovia a Borgo Panigale, via Ugo Bassi e l’ultimo tratto di via San Felice (da via Riva di Reno a via Marconi). Proprio qui, fra una settimana, ci sarà quella che Palazzo d’Accursio ha definito una ‘festa’, con la riapertura al traffico della via da lunedì 23.
Resta ancora da capire cosa succederà alle auto che continuano a essere parcheggiate accanto ai binari, nella parte ‘alta’ verso il centro, pur in assenza di strisce bianche o blu. Difficile che continueranno a stare lì, vista la vicinanza ai binari. «Siamo convinti che la riapertura debba essere un piccolo momento che va festeggiato, perché i cittadini hanno fatto tanti sacrifici e stanno ancora subendo», dice Lorenzo Cipriani, presidente del Porto-Saragozza. E aggiunge: «Via San Felice sarà molto più bella di come l’abbiamo lasciata. Le attività hanno sofferto, ma possiamo dire che ci sono state solo chiusure di chi, probabilmente, avrebbe comunque chiuso». Cipriani si aspetta poi «un’evoluzione per le attività di via Riva Reno» e che la strada «da quest’estate diventi uno dei punti centrali» della città. Senza più auto verso il PalaDozza, però.
Francesco Moroni, Il Resto del Carlino -14 marzo 2026