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L’aiuto ai familiari dei ricoverati. «Una camera gratis nei nostri hotel»

Patto tra Federalberghi e Fondazione Sant’Orsola: il progetto è rivolto a chi ha un proprio caro in ospedale. Le stanze messe a disposizione dagli alberghi su base volontaria.

Quando si affronta una malattia o si assiste un proprio caro ricoverato, l’impatto economico passa spesso in secondo piano rispetto a quello emotivo. Dopo lunghi viaggi e attese snervanti, capita che i famigliari si trovino a passare notti insonni sul pavimento dell’ospedale, su una sedia o in auto. Questo è il problema che punta a risolvere l’iniziativa ‘Accoglienza solidale: una camera, un aiuto concreto’, frutto di una collaborazione tra Federalberghi Bologna e Fondazione Policlinico Sant’Orsola, nella sede Ascom. «Un dovere morale, prima ancora che professionale», lo ha definito il presidente di Federalberghi Bologna, Giovanni Trombetti, alla conferenza di presentazione. In cosa consiste il progetto? Su base volontaria, vari alberghi della città metropolitana di Bologna sceglieranno di mettere a disposizione delle camere, comprensive di prima colazione, a titolo completamente gratuito.

L’obiettivo è di offrire un supporto logistico che sollevi i famigliari da ulteriori preoccupazioni durante il periodo di cura. Il progetto, spiega Maria De Scrilli, presidente del Comitato Giovani Albergatori, ha preso vita grazie all’impulso del gruppo giovani dell’associazione. «Quando sono stata invitata a Roma da Stefano Gabbani, ho capito che il loro modello virtuoso poteva essere replicato a Bologna e i col leghi hanno tutti accolto con favore l’idea». Il progetto infatti è già una realtà a Roma. Si chiama Soggiorno Sereno Sandro Gabbani Ets e «nasce per rispondere a un bisogno concreto», come sottolinea Stefano Gabbani, consigliere Federal berghi Roma e consigliere della Onlus. A Bologna, i dati confermano la necessità di questa rete di aiuti. Nel 2025, la Fondazione Sant’Orsola ha ricevuto 1.081 richieste di alloggio, ma quasi la metà (il 47%) non ha potuto essere accolta per esaurimento dei posti disponibili. Trilli Zambonelli, vicepresidente di Fondazione Sant’Orsola, ricorda come la collaborazione abbia già offerto in passato oltre 20.000 pernottamenti a medici e infermieri e che le case di accoglienza della Fondazione già l’anno scorso hanno accolto 344 famiglie. Sarà la Fondazione del Policlinico Sant’Orsola a occuparsi della gestione delle prenotazioni così come della verifica dei criteri dei beneficiari, garantendo «trasparenza» ma soprattutto «accesso prioritario» a chi si trova più in difficoltà.

«A chi mi chiede come facciamo a mettere a disposizione delle camere, dato che Bologna è sempre al completo, io rispondo con i numeri», afferma Trombetti. «I dati Istat parlano di 6 milioni di pernottamenti nell’area metropolitana l’anno scorso, ma il dato sull’occupazione media delle camere rivela una capacità alberghiera ancora da sfruttare». Nei prossimi giorni si procederà con le altre richieste di adesioni, mentre la Fondazione Sant’Orsola si occuperà delle prenotazioni e della verifica dei requisiti dei richiedenti. Molti alberghi si sono mostrati già entusiasti per questa iniziativa che, ribadisce Giancarlo Tonelli, direttore generale Confcommercio Ascom Bologna, «è un’opportunità di trasferire il senso di comunità che ci appartiene».

di Sara Collovà, Il Resto del Carlino – 11 marzo 2026

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