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Ryanair premia i ’piccoli’. Più voli su Rimini e Forlì. Bologna resta com’è

Comune e albergatori: «Serve attenzione alla nostra città»

Nove nuove rotte per gli aeroporti di Forlì, Parma e Rimini annunciate da Ryanair in vista dell’estate. Salgono, quindi, a venti quelle che interessano gli scali emiliano-romagnoli, al di fuori di Bologna. Nello specifico a Forlì, dove la compagnia irlandese ha già tre tratte, se ne aggiungono due: Cagliari e Londra Stansted; a Parma dove le tratte Ryanair sono già cinque, ne arrivano altre tre: Tirana, Reggio Calabria e Londra Stansted, mentre alle dodici già esistenti a Rimini se ne sommano quattro: Breslavia, Manchester, Colonia e Catania. La decisione di creare nuove rotte in aeroporti diversi da quello bolognese, è il frutto dell’abolizione della council tax per gli scali che registrano un traffico inferiore ai 700mila passeggeri l’anno, una strategia fortemente voluta dalla Regione, come sottolinea il presidente Michele de Pascale: «L’annuncio delle nuove tratte di Ryanair negli scali di Rimini, Forlì e Parma rappresenta un primo risultato importante e concreto della strategia regionale sugli aeroporti, che prevede la valorizzazione anche degli scali minori come leva di crescita sostenibile per l’intero sistema regionale». Decisione salutata con soddisfazione dal ceo di Ryanair, Eddie Wilson. Al momento nulla cambia per l’aeroporto Marconi di Bologna, al quale non viene sottratta nessuna tratta e le nuove destinazioni sono una novità solo per gli altri scali, in quanto già ampiamente coperte da Ryanair e confermate. L’unica perplessità potrebbe essere legata al fatto che, in caso di non riempimento del velivolo nello scalo bolognese per una delle nove destinazioni, per la low cost potrebbe essere più conveniente far convogliare tutti i passeggeri a Forlì, oppure a Parma o Rimini e spostare l’aeromobile in uno di questi scali dove i costi sono inferiori non esistendo la council tax. Naturalmente siamo nel campo delle ipotesi.

«Il Marconi non viene toccato, si tratta di un discorso regionale e su questo non ho nulla in contrario – dichiara Giovanni Trombetti, presidente di Federalberghi Bologna –. L’importante è continuare a investire sull’aeroporto di Bologna, aumentare i servizi e gli spazi all’interno dello scalo, come i lounge. Auspichiamo i famosi fingers di collegamento tra l’aereo e la hall e investire sulle lunghe tratte. Il mio desiderata, come Federalberghi Bologna, è un collegamento diretto con l’Asia e New York. L’altro discorso riguarda la council tax che secondo me è strategicamente sbagliata – dichiara –: si danneggia solo l’aeroporto di Bologna che gioca un altro campionato, quello con gli altri grandi hub nazionali. Già c’è la tassa di soggiorno, poi la council tax. Gravano tutte sul turista. E quattro aeroporti in regione mi sembrano tanti». In linea anche Michele Campaniello, assessore alla Mobilità del comune di Bologna: «Bene il piano regionale di coordinamento tra aeroporti, ma serve maggiore attenzione per Bologna. Siamo preoccupati per eventuali ripercussioni occupazionali nella nostra città». Da Francesco Sassone e Marta Evangelisti (FdI) la stoccata: «Nel Pd qual è la linea? Da un lato si esprime preoccupazione per il futuro dello scalo, dall’altro si sostengono scelte che ne limitano sviluppo e competitività. Fratelli d’Italia in Regione vigilerà affinché il nuovo piano aeroporti non penalizzi Bologna e garantisca sviluppo e occupazione»

Monica Raschi, Il Resto del Carlino – 25 febbraio 2026

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