Ascom e Confesercenti dopo l’annuncio dell’arrivo dei tralicci ad aprile. «Le imprese soffrono dal 2023, occorre un sostegno diretto alle attività. Il ‘recinto’ resti lo stesso»
Bologna ha segnato con il pennarello rosso la data sul calendario per vedere finalmente entrare nel vivo i lavori della Garisenda: aprile. Il Comune ha assicurato che in primavera faranno finalmente la propria comparsa in piazza di Porta Ravegnana i tralicci già usati per sistemare la Torre di Pisa. Eppure, a due anni e mezzo di distanza dall’allarme crollo che ha gettato nello sconforto residenti e commercianti – con conseguente chiusura dell’intera area sotto le torri – per le attività restano ancora poche certezze. L’appello arriva da Confcommercio Ascom e Confesercenti, che già nelle scorse settimane aveva manifestato l’esigenza di «fare di più» per chi lavora nei pressi della Garisenda malata. Le richieste ruotano attorno a due pilastri: nuovi ristori per i negozianti colpiti e la promessa che il ‘recinto’ dentro cui operare non venga ulteriormente ampliato.
«Fin dall’inizio del cantiere della Garisenda e dalla chiusura di via San Vitale nel 2023, la nostra associazione si è fatta portavoce delle preoccupazioni e delle istanze delle imprese di prossimità dell’area, che hanno affrontato e continuano ad affrontare difficoltà quotidiane – puntualizzano da Ascom -. L’arrivo dei tralicci, con il relativo stanziamento di risorse per il montaggio e la comunicazione della data di apertura dei lavori per le fondamenta, rappresentano notizie ufficiali date dal sindaco e dai tecnici rispetto ai tempi di consolidamento e restauro della torre, ma ci attendiamo che il cronoprogramma non subisca prolungamenti perché è necessario dare certezze alle imprese sulla restituzione di quella parte di centro storico alla città». «Come abbiamo ripetuto anche recentemente – insistono da Confcommercio – resta ferma le necessità di sostenere le attività, in particolare quelle di via San Vitale e di via Zamboni, con nuovi più consistenti ristori e iniziative, anche di carattere turistico, che alimentino il flusso di visitatori. Rimane una condizione irrinunciabile anche quella di mantenere in questi anni di interventi la medesima conformazione del cantiere, che al momento consente un’accessibilità ciclopedonale fondamentale per afflusso di clienti e sicurezza della zona».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Confesercenti: «Bene l’arrivo dei tralicci, ma i tempi sono troppo lunghi. A questo punto il Comune si impegni a rispettare il *** cronoprogramma, più volte disatteso. E, allo stesso tempo, si attivi nella messa a disposizione di risorse urgenti per mitigare l’impatto negativo sulle attività commerciali e di pubblico esercizio che il cantiere sta creando da oltre due anni». Anche Confesercenti non trascura l’allargamento del cantiere: «Al Comune chiediamo che non si alteri l’attuale perimetro dei cantieri. E che, soprattutto, si eviti di peggiorare il passaggio dei pedoni nell’incrocio tra San Vitale, Zamboni e Strada Maggiore. Su questi temi Confesercenti chiede l’immediata attivazione di una tavolo di confronto».
Fancesco Moroni, Il Resto del Carlino – 21 febbraio 2026