L’ex capitano rossoblù vive sotto le Due Torri e racconta i suoi 6 anni in squadra. E Acquaderni, campione di Skeleton, auspica: «Punto alle prossime Olimpiadi»
Sotto il portico di San Luca, Bar Carlino è tornato ad accendere il suo salotto rossoblù per accompagnare il pre-partita del Bologna contro il Brann a Bergen, andata dei playoff di Europa League che può valere l’accesso agli Ottavi. Da Neri Pasticceria Caffetteria, in via Saragozza 81, il pre-partita rossoblù condotto dal vicedirettore del Carlino, Valerio Baroncini, e da Mariateresa Mastromarino ha fatto da cornice a una partita carica di attesa che si è conclusa con una convincente vittoria per 0-1 in casa del Brann che fa ben sperare per il ritorno di giovedì prossimo al Dall’Ara. Primo ospite: Marcello Castellini, in dialogo con il giornalista Massimo Vitali. Per l’ex capitano del Bologna, quella di ieri era «una partita importante per lasciarsi alle spalle un periodo complicato. Durante una stagione è normale ci siano dei cali, soprattutto in campionato, ed è anche lo scotto dell’annata straordinaria dell’anno scorso. A volte paghi qualcosa sul mercato perché sei obbligato a cedere giocatori, ma la società sta lavorando per mantenere il Bologna a certi livelli e dare continuità al progetto». Sulle energie da ritrovare proprio nelle notti europee, Castellini è chiaro: «Partite come questa ti danno qualcosa in più.
Anche fuori casa ci saranno tanti tifosi e l’Europa può diventare una risorsa per rilanciarsi pure in campionato. Le motivazioni possono nascere da una sola gara e cambiare il percorso della stagione». Non è mancato il ricordo più toccante, con l’applauso dedicato a Niccolò Galli, difensore rossoblù scomparso nel 2001: «È un simbolo di Bologna e della passione per il calcio. È stata la tragedia più brutta quando ero un giocatore. Ho diviso il campo anche con suo padre, era un ragazzo splendido. Parlando di emozioni positive invece indossare la fascia da capitano qui è stato un onore che porterò sempre con me». Spazio anche a Giovanni Marchetti Acquaderni, giovane atleta di skeleton, che ha inviato un videomessaggio dopo l’esperienza a Cortina per respirare l’aria olimpica in vista del sogno a cinque cerchi. «L’ho vissuta come un ragazzo che quest’anno non ce l’ha fatta, ma che spera nel prossimo. Stare a contatto con l’ambiente olimpico e con altri atleti ti dà motivazioni enormi».
Jasmine Catanese, Il Resto del Carlino – 20 febbraio 2026