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Oggi torna la festa di Bar Carlino. Sulle note dei Disco Club Paradiso. «Noi, dai bar di provincia al palco»

Dalle 17, i nostri cronisti vi aspettano da Neri Pasticceria Caffetteria prima del match Brann-Bologna. La band al salotto

Dai bar di provincia («c’erano 20 o 30 persone a sentirci ed eravamo carichissimi») al grande palco. Senza perdere mai di vista l’obiettivo: inseguire e realizzare i propri sogni e credere sempre nella propria musica, che deve arrivare direttamente al pubblico. In queste poche, pochissime parole, si potrebbe riassumere il percorso dei Disco Club Paradiso, band dance indie pop unita da ben sette anni, composta da Leo Bi, autore di musica e testi, Jacky Sax, sassofonista del gruppo e polistrumentista, e Murri, chitarrista. Tre artisti, con le radici in provincia, che saranno ospiti oggi pomeriggio di Bar Carlino. Oggi pomeriggio, infatti, dalle 17 alle 18, ci sarà la nuova puntata della nostra trasmissione e la band racconterà ai nostri microfoni, da Neri Pasticceria Caffetteria (via Saragozza 81), com’è nato il loro percorso e i prossimi progetti, alcuni dei quali sono alle porte. Cosa bolle in pentola? «Stiamo lavorando molto e stiamo sperimentando con la nostra musica. Stiamo scrivendo nuove canzoni e nuovi brani. Ma ancora è presto per parlarne. Non vogliamo rovinarvi la sorpresa (ridono tutti e tre, ndr).

Ma presto potrete venire sentirci live». Quando? «Dopo anni di feste pazze venerdì 13 marzo saremo per la prima volta a teatro, proprio in provincia, da dove arriviamo. Sarà una data zero sul palco del teatro Fanin di San Giovanni in Persiceto, che ci ha visto crescere ed è per noi un luogo importante. E molto probabilmente ci saranno altri artisti con noi in scena». Come siete arrivati fino a qui? «Dopo tanti, tantissimi live nei bar della provincia: abbiamo fatto tantissime serate in cui la strumentazione proveniva dal nulla. Davanti a noi c’erano 20 o 30 persone, era quello il nostro pienone. Ed eravamo carichissimi. Poi, dopo tre anni di bar, è arrivato X Factor». Che esperienza è stata? «È stato incredibile: all’inizio sembravamo quei casalinghi che si presentano a Masterchef. Noi abbiamo rinunciato ai nostri lavori per inseguire questo sogno.

Ci abbiamo sempre creduto e abbiamo spaccato (ridono di nuovo, ndr)». E dopo il talent? «Ci siamo dedicati solo alla musica, andando ad abitare in una villa storica. Lì dentro, oltre a dare nuova vita al luogo, abbiamo lavorato alla nostra arte. Dovevamo cavalcare l’onda della visibilità, ma noi siamo sempre stati abituati a confrontarci direttamente con il pubblico, cosa che in studio non capita. Alla fine però è arrivato il primo album ’Come smettere con l’università’». Che significa il titolo? «Tutti abbiamo lasciato le nostre vite per seguire questo sogno, che è iniziato quando abbiamo chiuso altri capitoli precedenti. Volevamo simboleggiare un nuovo inizio: il fil rouge che aveva accomunato noi tre era proprio aver mollato ogni cosa per credere nei sogni».

Il Resto del Carlino, 19 febbraio 2026

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