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Un calice di qualità e salute. La Fiera del bere etico e bio

Un calice di qualità e saluteLa Fiera del bere etico e bioSlow Wine e Sana Food unite a Bologna: 1.100 cantine e 7mila etichette da tutto il mondo

Oltre 1.100 cantine (il 60% bio) da tutta Italia e da 27 Paesi – dal Sud America al Giappone – con con più di 7mila etichette in assaggio, 350 buyer internazionali e oltre 150 eventi fra masterclass, cooking show, degustazioni, conferenze ed eventi off a Bologna. Se questi sono i principali numeri di Slow Wine Fair e Sana Food 2026– dal 22 al 24 febbraio di nuovo unite in tre padiglioni Fiera, la domenica è per gli appassionati – le parole al centro della doppia manifestazione (due fiere b2b, un unico biglietto) sono qualità e coraggio. Ma anche giustizia sociale, tema cui è dedicata questa quinta edizione, come ricordato da Giancarlo Gariglio, della Slow Wine Coalition: «L’80% delle persone che lavorano in vigna oggi in Italia sono straniere e le aziende invitate hanno la volontà di non sfruttare queste persone, contro la piaga del caporalato, portando avanti anche il lavoro femminile e l’inclusione dei giovani.

Le realtà selezionate sono artigianali, con grande attenzione all’ambiente». Complessivamente, fra le due manifestazioni saranno oltre 1.300 gli espositori – spesso giovani e piccoli produttori – a Bologna, mentre si attendono 16mila visitatori (+20% rispetto al 2025). Fra gli incontri più attesi, c’è quello del 23 febbraio, Sana Food, Rivoluzione Bio – Gli Stati Generali del Biologico, per fare il punto sul presente e sul futuro del bio e, lo stesso giorno alle 14, il dialogo tra il cardinale Zuppi e il fondatore di Slow Food Carlo Petrini con i giovani vignaioli. Per quanto riguarda le cantine, 144 vengono da Piemonte, 128 dalla Toscana e 107 dall’Emilia-Romagna. Da notare anche la presenza della sesta edizione della Fiera dell’Amaro d’Italia (con 50 produttori, eventi off in dodici locali bolognesi il 22 e 23 febbraio e pure un ’abbinamento’ speciale al cinema Medica Pop Up per il film Sinners), un focus su storiche e rarissime annate, sul no alcol e l’allestimento green.

Questa doppia manifestazione, commenta Gianpiero Calzolari di BolognaFiere «rilancia il vino e il cibo di qualità. Ci stiamo impegnando per recuperare un ruolo importante in questo comparto visto che Bologna ha una reputazione nel mondo di luogo in cui si mangia e vive bene: era naturale per noi investire in quest’area. I risultati ci sono tutti, le cantine crescono così come le aziende certificate nel bio». Per l’assessore all’Agricoltura Daniele Ara in «un momento non facile di calo, o polarizzazione, dei consumi, è importante promuovere la qualità del mangiare e bere bene. Per noi è centrale l’abbinamento cibo-vino». Soprattutto in un momento in cui le abitudini stanno cambiando: Roberto Melloni, presidente Fipe Confcommercio Ascom Bologna, nota il calo dei consumi a cena e aperitivo, con crescita nelle fasce della colazione e del pranzo. I più giovani, aggiunge il ristoratore Piero Pompili, puntano sul calice, ma di qualità. La parola d’ordine di questa doppia kermesse, insomma.

Letizia Gamberini, Il Resto del Carlino – 18 febbraio 2026

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