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Sfida all’ultima sfoglia. All’Antoniano vincono passione e solidarietà

Premiate Aida Mucaj (professionisti), Daniela Morara (amatori) e Sara Piselli (under 30). La pasta realizzata durante la manifestazione donata alla mensa per i bisognosi

Un gesto antico e carico d’amore. Amore sì, perché preparare la sfoglia è ancora oggi un vero e proprio rito di condivisione, capace di coniugare insieme tradizione, memoria e comunità. Un’eredità rinnovata dalla maestria delle sfogline e degli sfoglini, che ieri mattina, grembiule allacciato e mani infarinate, si sono ritrovati in occasione della nuova edizione de Il Matterello d’Oro – Premio Ivo Galletti, che ha messo a confronto professionisti, amatori e under 30 nella realizzazione della sfoglia tirata secondo la tradizione, vero e proprio pilastro della cultura gastronomica emiliana. A conquistare il primo posto nelle tre rispettive categorie sono state Aida Mucaj, sfoglina della Cantina Bentivoglio, originaria dell’Albania e arrivata nella città felsinea nel 2008, Daniela Morara e la diciottenne Sara Piselli, che hanno saputo incantare la giuria con la loro abilità e destrezza. Mentre alle sfogline Paola Lazzari Pallotti, Rina Poletti e Lucia Antonelli è stato invece consegnato un riconoscimento per l’impegno nel divulgare e tramandare l’arte della sfoglia. La manifestazione è promossa da Confcommercio Ascom Bologna, insieme all’Antoniano, all’associazione Sfogline, all’associazione Panificatori di Bologna e provincia, con il patrocinio di Emil Banca, Qn-il Resto del Carlino e Comune di Bologna. Una sfida che, tra tradizione e futuro, è riuscita persino a superare i suoi stessi confini: tra i partecipanti c’era infatti anche chi è arrivato da fuori città o da altri paesi, come un giovane australiano, residente a Londra, che ha messo in mostra le competenze apprese dai parenti italiani.

«Così viene celebrato un prodotto tipico che non solo si consuma insieme, ma viene al tempo stesso anche preparato collettivamente, con spirito di condivisione», spiega Fra Giampaolo Cavalli, direttore dell’Antoniano, ricordando inoltre lo spirito solidale dell’iniziativa: la sfoglia realizzata, infatti, sarà trasformata in tagliatelle e donata alla mensa dell’Antoniano, mentre ogni quota di partecipazione garantirà due pasti caldi ai più bisognosi. «La cucina italiana, patrimonio Unesco, trova nella ristorazione bolognese uno dei suoi punti di eccellenza», ricorda Giancarlo Tonelli, direttore generale di Confcommercio Ascom. Un’arte che ancora oggi sa stimolare le nuove generazioni. «Ci sono tanti giovani che continuano a portare avanti questa tradizione, trasformandola nella loro professione – aggiunge il presidente Enrico Postacchini – noi siamo al fianco di queste imprese». Così anche Gian Luca Galletti, presidente di Emil Banca, che ha ricordato «l’importanza di celebrare insieme una delle principali tradizioni della nostra cultura gastronomica». Perché oltre a uova e farina, ieri si sono mescolate in un unico contenitore anche storie, memorie e sogni diversi, tra chi ha deciso di mettersi in gioco ripartendo dagli insegnamenti della propria nonna e chi ha scelto di uscire dalla cucina di casa per confrontarsi con gli altri: tutti uniti dal desiderio di compiere «un gesto d’amore».

Giorgia De Cupertinis, Il Resto del Carlino – 9 febbraio 2026

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