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l valzer del commercio. Risiko negozi in centro Da Kartell a C.P. Company riecco i grandi marchi

Tra aperture e chiusure, sono tante le strade che cambiano volto Un ristorante al posto dell’ex bar Otello, mentre Permaflex sbarca in Bolognina

Nella scacchiera commerciale cittadina, ecco tutti i nuovi movimenti che danno brio al tessuto economico, segnalando un ritorno di fiamma di marchi cult. Per nuovi negozi che aprono, in alcuni casi ci sono attività storiche che chiudono. A fine 2025 è tornata l’azienda Kartell. Arrivata in città nel 2002 col bellissimo negozio in via Altabella – al momento chiuso e senza un nuovo inquilino – ha scelto come nuova dimora per il flagship store e per i suoi 70 anni di design, Palazzo Bonfiglioli Rossi, in Strada Maggiore 27. Non troppo lontano, in via Santo Stefano 23 c-d, un altro sguardo sul design con l’arrivo di Supper, al posto di Abacanto Home: lo spazio è condiviso da Stepping Stone e On Luce.

Le vetrine sono splendide, la luce è il segno. Si annuncia ancora senza gridare troppo però, a parte il rumore dei trapani al lavoro, l’arrivo di C.P.Company in via Clavature, al civico 26 abc, dove il minimale logo impresso sulle vetrine oscurate con lo slogan ‘back in the place where we belong’, è un teaser verso la storia che si scriverà. Venduto da vari negozi multibrand, il marchio bolognese creato nel 1971 da Massimo Osti, va come a completare una passeggiata tra indirizzi molto amati in città, a cominciare da WP Store, per proseguire con Woolrich e finire, appunto, con C.P. Company. Dopodiché, se si volta a sinistra, si intercetta il nuovo negozio Ree In via Farini nuovo punto vendita della caffetteria Terzi Addio al Banco del Pane in via Zamboni bok che è, per ora, in allestimento: ha preso il posto di Brooks Brothers in piazza della Mercanzia 5 a/b/c. Tra i locali commerciali più belli di Bologna c’è sempre stato quello in via de’ Musei 6, occupato dal concept store su tre piani L’Inde le Palais dal 2001, che chiuse nell’estate del 2024.

Come annunciato dall’imprenditore modenese Franco torio, sarebbe forse dovuto subentrare un grande marchio della moda italiano: ma, da qualche mese, le vetrine mostrano l’espansione di Bloom Gallery, dirimpettaio in via de’ Musei 4/d, sofisticato ristorante e cocktail bar. Sono ancora oscurate le vetrine dell’ex Coin di Bologna, in via Rizzoli che ha chiuso il 31 luglio e che aveva annunciato la ricerca di una nuova sede: a suo tempo si era vociferato di un’espansione bolognese del marchio giapponese Uniqlo, staremo a vedere. Che notizie invece dall’epicentro del luxury bolognese? Paola Pizzighini Benelli, amministratrice delegata di Galleria Cavour 1959, annuncia due prossime aperture interessanti ancora top secret, che «dal punto di vista merceologico sono un ritorno di qualcosa di già sperimentato, in un formato però innovativo che porterà un bel traffico di persone».

E sul versante food che sempre intriga i bolognesi? Spicca su tutti la recente apertura del nuovo capitolo di Corner bar di via Saragozza proprio nel centro della nostra città con un progetto speciale (ha ottenuto la ‘deroga Unesco’ per le aperture di ristorazione nel centro storico) che profuma di caffè e memoria, seguito da Confcommercio : via della Zecca 3/a e l’inizio di via Rismondo, sempre un po’ buia, risplendono di luce e calore grazie a Corner AB, dove le iniziali stanno per Attibassi, storico marchio bolognese di cioccolato, caramelle e caffè, nato nel 1918 come laboratorio artigianale su iniziativa di Agostino Atti e Marco Bassi. La prima sede fu proprio a questo indirizzo dove, dopo anni di vetrine dedicate all’abbigliamento, rinasce ora una memoria, tra raffinato arredamento e un bancone del bar lussuoso, e si beve solo Attibassi. In via Orefici 13/b, dove un tempo c’era il mitico Bar Otello, ritrovo dei tifosi rossoblu, che poi cambiò nome, tutta la palazzina è in ristrutturazione: nelle tre vetrine a piano terra arriverà un nuovo ristorante.

Esperienza caffè anche in via Farini 25/a, dove lo scorso ottobre ha aperto il terzo punto dell’eccellenza bolognese Terzi Caffè, riproposto alla clientela in un salotto dai colori chiari e legno, con piccola saletta dove sorseggiare caffè, te, cioccolata e gustare la parte forno, da brioches a crostate, di Forno Pallotti. Lo scorso Natale ha invece tirato giù per sempre la serranda in via Zamboni 8b/c il Banco del Pane, un forno di riferimento nella via studentesca, al suo posto aprirà tra circa un mese un Pokè. Infine un nuovo punto interrogativo: chi prenderà il posto dell’ex Banco di Roma, poi Unicredit, in via Ugo Bassi? 6 vetrine e 3000 metri quadrati non sono roba da poco. Infine, spostandosi in periferia, spunta nel cuore della Bolognina, su tre vetrine chiuse da anni in via Fioravanti 86/a/b/c, Brando, l’omino stilizzato con il pigiama a righe disegnato dallo studio Armando Testa, simbolo storico della Permaflex. È una rinascita del dormire di qualità?

Benedetta Cucci, Il Resto del Carlino – 5 febbraio 2026

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