Le associazioni: «Ristori e promozione delle attività, il Comune deve fare di più»
Le associazioni di categoria, sempre attente allo stato di salute del tessuto commerciale, sono preoccupate. Dalla chiusura delle attività più piccole ai problemi per quelle con le spalle più larghe, fino al macro tema dei ristori che, ad oggi, non sembrano sufficienti a coprire l’impatto dei lavori in strada. Giancarlo Tonelli, direttore genera le di Confcommercio Ascom, non transige: «I cantieri e la chiusura delle strade purtroppo continuano a creare forti problemi – puntualizza -. Lo segnaliamo da tempo e chiediamo un’attenzione alta da parte dell’Amministrazione, perché commercianti, pubblici esercizi, artigiani di varie parti della città stanno soffrendo. Le attività di via San Vitale e via Zamboni, dopo l’avvio dei lavori per la Garisenda, hanno visto un calo di clienti e fatturato: non sorprende che siano costrette a chiudere. È naturale che facciano le loro considerazioni e valutino bene: la scelta è fra continuare a sperare che questa situazione fra due anni cambi o cessare l’attività prima di farsi troppo male e trovarsi in una crisi profonda. E questo ci dà un grandissimo dispiacere.
Abbiamo cercato di essere vicini alle imprese associate e segnalare al Comune la necessità di un maggior interventi. Non solo attraverso i ristori, ma anche e soprattutto con iniziative di promozione: quanto fatto finora non è sufficiente». Proprio i ristori sono uno degli strumenti che le attività invocano a gran voce: «Ma non sono l’unico – precisa Tonelli -. Deve esserci una somma di interventi: ristori, sgravi fiscali, promozione, e specialmente accelerare con il cantiere. Contemporaneamente a questo, registriamo come in varie parti della città ci siano ancora problemi legati ai cantieri del tram. In particolare per quanto riguarda la linea verde: da via Matteotti a via di Corticella, fino a via Bentini. Ma anche nel quartiere San Donato e nella zona di Santa Viola. I cantieri stanno intaccando in maniera significativa le attività con cali di fatturato, fino al 30 o 40 per cento. Lo sapevamo che sarebbe capitato, abbiamo chiesto per tempo di intervenire e ora non possiamo che prendere atto che le nostre previsioni si stanno rivelando esatte. Bisogna fare di più».
D’accordo Loreno Rossi, direttore di Confesercenti: «Ogni realtà che chiude ci crea un dispiacere. Naturalmente continuiamo a ricevere sollecitazioni da parte delle imprese di via Zamboni e via San Vitale, che soffrono e continuano a soffrire per il cantiere della Garisenda, a causa di quel varco che le lascia fuori dai percorsi tradizionali, soprattutto da quelli turistici. Abbiamo chiesto di velocizzare i lavori, ma prendiamo atto con preoccupazione che procedono a rilento. Si è detto che i tralicci arriveranno in primavera: siamo in ritardo almeno di un anno. Sono tempi biblici per restaurare un monumento, in altri Paesi con queste tempistiche si costruiscono due o tre grattacieli. Insistiamo per contributi alle attività che vivono una fase delicata, ma ci è stato detto che da un punto di vista tecnico non è semplice: in presenza del tram gli sgravi sul suolo pubblico e sulla Tari riguardano le attività prospicienti, mentre è più difficile individuare quelle prospicienti alla Garisenda. Ma uno sforzo deve essere fatto».
Francesco Moroni, Il Resto del Carlino – 5 febbraio 2026