+39 051 64 87 411

Dalle Olimpiadi avremo benefici di lunga durata. Serve un taglio ulteriore dell’Irpef

Carlo Sangalli quest’anno celebra vent’anni al timone di Confcommercio Imprese per l’Italia. Sul suo sito, dichiara: “Siamo convinti che..

Carlo Sangalli quest’anno celebra vent’anni al timone di Confcommercio Imprese per l’Italia. Sul suo sito, dichiara: “Siamo convinti che il rapporto tra fisco ed imprese vada ricostruito su basi diverse. A partire da una ragionevole e generalizzata riduzione delle aliquote Irpef”. Chiara la priorità, cerchiamo con lui di leggere il futuro prossimo.

Come è stato il 2025 delle imprese lombarde? “Il clima di incertezza provocato dai conflitti e dalle continue tensioni internazionali ha condizionato anche l’economia lombarda. Secondo l’Ufficio studi di Confcommercio, le stime per il 2025 indicano un lieve rallentamento della crescita con un incremento dell’1%, che si conferma superiore rispetto alla media nazionale. Il settore del terziario ha registrato una crescita contenuta trainata soprattutto dai servizi alle imprese. Resta in difficoltà la rete del commercio di prossimità, comparto indispensabile per vivibilità, sicurezza, attrattività dei territori. A questo proposito riteniamo positivo lo stanziamento di 60 milioni di euro a favore dei Distretti del Commercio, in occasione dell’approvazione del bilancio regionale. Un provvedimento sollecitato dalla nostra organizzazione”.

Quali le prospettive nel 2026? “Malgrado incognite del quadro internazionale le previsioni in Lombardia sono moderatamente positive, con una crescita più decisa del Pil. Secondo una nostra indagine i giovani imprenditori del terziario sono ottimisti per lo sviluppo dell’attività: il 60% ha in programma di realizzare investimenti, soprattutto in digitalizzazione e tecnologie. E un imprenditore su quattro prevede assunzioni”.

Continuerà il trend positivo del turismo? “Il settore turistico dovrebbe toccare nuovi record grazie ai Giochi Olimpici e Paralimpici Milano-Cortina con effetti positivi di lunga durata. Questo significa anche un rafforzamento della attrattività dei nostri territori che si potrà tradurre in maggiori investimenti da parte di imprese estere e in nuove infrastrutture materiali e immateriali”.

Come impattano dazi e tensioni mondiali? “Le ripercussioni negative sono state importanti e hanno peggiorato il clima di incertezza. Le imprese hanno dovuto riorganizzare le attività estere puntando su diversificazione dei mercati di sbocco e di approvvigionamento e sulla regionalizzazione degli scambi commerciali. Nella prima parte del 2025 i dazi americani hanno avuto un effetto ridotto sull’export italiano per l’effetto front-loading (acquisti degli importatori Usa per far scorte) che hanno portato ad un incremento dell’export italiano verso gli Usa. Tale effetto si è quasi azzerato nella seconda parte del 2025 e si prevede un effetto negativo maggiore nel corso del 2026”.

Il Pil italiano – al netto del Pnrr – è fermo da decenni, nel migliore dei casi la crescita è asfittica. Come accelerare in un mondo competitivo? “La mancanza di una crescita robusta resta il problema centrale della nostra economia. L’aver tenuto i “conti in ordine” con la riduzione del deficit sotto il 3% è stato un risultato importante per il Governo Meloni. Tuttavia l’obiettivo di rafforzare il Pil resta prioritario. La manovra di bilancio, compatibilmente con le risorse disponibili, si è mossa nella giusta direzione ma sono più che mai necessari interventi strutturali richiesti da tempo: riforma fiscale, semplificazione burocratica, investimenti nei settori della ricerca e dell’innovazione”.

La cucina italiana è diventata patrimonio Unesco. Quali le ricadute? “Credo sia importante valorizzare e diffondere meglio il risultato storico ottenuto dalla cucina italiana (unica nel mondo) come patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Dietro questo straordinario riconoscimento c’è l’eccellenza del sistema Italia fatta di prodotti unici, accoglienza, servizi, stile, cultura, tradizione. Eccellenza che sarà sempre più conosciuta a livello globale e in grado di generare per il Paese attrattività e investimenti a ogni livello”.

Come ridare slancio ai consumi degli italiani stagnanti da tempo? “Tornando a crescere attraverso gli interventi prima accennati. Nella manovra ci sono misure – che avevamo chiesto con forza – e che contribuiscono a sostenere lavoro, redditi e dunque consumi”.

Quali? “La detassazione degli aumenti contrattuali estesa ai rinnovi avvenuti nel 2024 e che includono Terziario, Turismo e Trasporti. C’è l’innalzamento del tetto di reddito, misura che, con la riduzione d’imposta sui premi di produttività, valorizza il ruolo della contrattazione collettiva e rafforza i redditi dei lavoratori, sostenere i consumi delle famiglie e irrobustire la crescita. Importante la riduzione della seconda aliquota Irpef – altra nostra richiesta – che offre un beneficio concreto al ceto medio, anche se andava estesa ai redditi fino a 60mila euro per contrastare il drenaggio fiscale. Sul fronte delle imprese, decisivo evitare una stretta sulle compensazioni tra crediti di imposta e debiti contributivi che avrebbe penalizzato le Pmi, anche se resta la criticità della soglia ridotta”.

Vede all’orizzonte ii ritorno in Lombardia per ulteriori imprese che negli anni hanno delocalizzato? Il caso Freudenberg – che pur macinando utili a Rho ha preferito investire in Slovacchia e Usa dopo i dazi – rischia di far scuola? “La politica daziaria Usa per ora non ha portato a spostare investimenti produttivi. Chi ha trasferito la produzione negli Stati Uniti lo ha fatto perché aveva già insediamenti produttivi in quel Paese (da Honda e Toyota alla Freudenberg). La pianificazione di un investimento è un progetto pluriennale che non si può improvvisare. A parte la questione dazi Usa, le incertezze internazionali possono spingere a un accorciamento delle catene globali del valore per controllare meglio le forniture e avvicinare la produzione alla casa madre. In qualche caso si arriva a fenomeni di reshoring (rientro delle imprese dall’estero), a patto, però, che il mercato di riferimento sia quello locale/europeo”.

Le piace l’idea di La Russa di spostare la ciclabile da corso Buenos Aires a strade parallele? “La mobilità ciclistica in città, se ben strutturata, significa meno traffico e meno smog. Milano, con le sue molte vie strette del centro, ha un rapporto non facile con le ciclabili che spesso penalizzano le attività commerciali. È il caso di corso Buenos Aires per il quale anche noi, e già da tempo, abbiamo proposto il ridisegno dei percorsi su due ruote lungo itinerari limitrofi ma compatibili con gli assi commerciali e con opportune aree di sosta”.

Intelligenza artificiale: come usarla al meglio? “Siamo di fronte a uno dei cambiamenti più profondi e rapidi della storia. È una innovazione tecnologica continua – e, per adesso, solo in parte autonoma – che rende necessari investimenti, ricerca, monitoraggio, formazione e regolamentazione continui. Considerando le potenzialità della IA generativa, queste attività, per essere efficaci, dovrebbero essere raccordate a livello globale. Prospettiva tanto urgente quanto poco percorribile”.

Quali rischi in particolare per il commercio? “Da un’indagine di Confcommercio Lombardia con Format Research emerge che il 42,7% delle imprese del terziario lombardo usa l’IA e diventeranno il 62% nel 2026. È un’innovazione radicale e obbligatoria capace di generare opportunità sconosciute. Il rischio più alto è restare indietro. Per questo chiedono si entri in una logica di sistema attraverso informazione, formazione, sostegni e consulenza per orientarsi e restare competitive”.

Giorno Top Aziende, 30 gennaio 2026

Articoli correlati

Fatturazione Elettronica

Fatturazione Elettronica

La soluzione più completa per gestire la tua contabilità.

E-mail Dipendenti

E-mail Dipendenti

Gestisci la posta con la webmail di Ascom.

PEC Clienti

PEC Clienti

La Posta Certificata per i Clienti Ascom.