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Appennino tinto di rosa. Luce sui monumenti per salutare il Giro d’Italia

Dal municipio di San Lazzaro alla croce di vetta del Corno alle Scale, tutti i comuni toccati dalla corsa si accenderanno alle 18 di mercoledì

‘Effetto Rosa’, l’Appennino si accende per il Giro d’Italia. Il 28 gennaio, alle 18, un unico bagliore illuminerà il cielo, da San Lazzaro a Lizzano in Belvedere in onore della tappa del 17 maggio che approderà ai piedi del Corno alle Scale, la cima più alta della montagna bolognese. Per l’occasione a ‘vestirsi’ di rosa saranno i principali monumenti di gran parte dei comuni attraversati dal percorso. A dare notizia dell’originale iniziativa è stata l’amministrazione comunale coinvolta nell’arrivo di tappa, attraverso i propri canali social. «A cento giorni dal passaggio del Giro – spiega Barbara Franchi, sindaca del comune di Lizzano in Belvedere – ci prepariamo all’evento con un gesto simbolico di grande impatto emotivo. L’illuminazione dei luoghi più rappresentativi di ogni territorio è un omaggio all’identità locale e un racconto corale delle comunità. ‘Effetto Rosa’ è un passo di avvicinamento ad una delle tappe più attese del Giro d’Italia che vedrà il Corno alle Scale nuovamente protagonista, a distanza di più di vent’anni dalla prima volta. L’iniziativa intende sottolineare come il Giro non sia solo un evento sportivo ma un mezzo per raccontare i luoghi toccati dalla competizione e promuovere e rafforzare il senso di appartenenza delle persone». Nella zona montana, molti i monumenti che saranno illuminati. A Marzabotto a partecipare all’iniziativa sarà la Casa della Cultura e della Memoria in via Aldo Moro 2, lungo la strada statale Porrettana. A Vergato il ‘prescelto’ sarà il palazzo quattrocentesco dei Capitani della montagna, sede dell’amministrazione comunale, situato nel centro del paese. A Castel d’Aiano, più precisamente a Labante, a tingersi di rosa saranno le grotte di travertino più grandi d’Italia, una delle principali attrazioni ambientali del territorio metropolitano. A Grizzana si accenderanno sia la Rocchetta Mattei e le sue cupole moresche che la chiesa di Riola di Santa Maria Assunta, progettata dall’architetto finlandese Alvar Aalto. Si tingeranno di rosa per l’occasione anche il palazzo comunale di San Lazzaro di Savena e quello di Sasso Marconi. Nel territorio di Alto Reno Terme, i monumenti illuminati salgono a cinque: il palazzo comunale, la croce che sovrasta il paese, il santuario della Beata Vergine del Ponte, formalmente riconosciuta patrona nazionale del basket, il Castello Manservisi a Castelluccio e il Santuario della Beata Vergine di Calvigi. A Lizzano, nel territorio dove sarà posto il traguardo, risplenderanno la croce di Punta Sofia, dall’alto dei suoi 1945 metri di altezza, e, nel capoluogo, il Delubro, l’edificio religioso più antico della provincia. «Al momento – conclude la sindaca Franchi – l’accensione è prevista solo per il 28 gennaio, ma la volontà sarebbe quella di mantenere, laddove possibile, l’illuminazione fino al giorno della tappa».

Fabio Marchioni, Il Resto del Carlino – 25 gennaio 2026

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