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Ascom, l’appello dei commercianti «Città 30, sentenza immaginabile. Ora il Comune convochi un tavolo»

Il dg Giancarlo Tonelli: «Il mondo delle imprese è stanco, su questo tema ci vogliono dialogo e confronto Mettiamo la parola fine al muro contro muro che troppo spesso contraddistingue la nostra vita cittadina»

«Ora, dopo la sentenza del Tar che era facilmente immaginabile, il Comune apra una fase diversa, fatta di dialogo e confronto sul tema. Il mondo delle imprese è stanco e non condivide il muro contro muro che troppo spesso contraddistingue la nostra vita cittadina». Giancarlo Tonelli, direttore generale di Ascom Confcommercio, chiede e vuole un tavolo con l’amministrazione del sindaco Lepore. Dove ci siano sedute tutte le associazioni di categoria. Per far sì che la questione Città 30, dopo la sentenza del Tar, venga risolta. Una volta per tutte. Sia sotto l’aspetto della sicurezza, per automobilisti, pedoni e ciclisti, che nel rispetto delle attività economiche che ogni giorno trainano l’economia cittadina. «Le nostre imprese – prosegue il direttore generale di Confcommercio Ascom – hanno la necessità quotidiana di poter lavorare e svolgere al meglio il proprio compito».

Così, in vista di quella che Tonelli chiama la ‘fase 2’ della Città 30, che prevede nuove ordinanze ad hoc per recepire le indicazioni date dal Tar, Confcommercio Ascom chiede «un’attenzione particolare, zona per zona, in base alle necessità». Dal 15 gennaio 2024, giorno del primo multato, al 20 gennaio di quest’anno. Due anni di Città 30. Ma prima dell’entrata in vigore dell’atto, un dialogo serrato nel 2023, a cui partecipò anche Ascom. «Noi l’avevamo detto sin dall’inizio che occorreva molta attenzione e buonsenso amministrativo nel predisporre atti che rischiavano di andare in contrasto con il codice della strada», spiega Tonelli. E così è stato.

«Sin dall’inizio avevamo richiesto una proposta articolata con la zona 30 solo all’interno dei viali, mentre su viali e zone esterne il limite dei 50 chilometri all’ora – prosegue Tonelli -. Avevamo inoltre inserito nella proposta che scuole, ospedali e altre situazioni particolari rientrassero nelle zone delimitate ai 30 chilometri all’ora. E poi proponemmo una rivisitazione del piano regolatore degli orari della mobilità cittadina. Servirebbero degli split orari tra l’apertura delle scuole e i luoghi di lavoro, proprio per non creare ulteriori ingolfamenti. La nostra proposta non è mai stata discussa. Ma ora può tornare d’attualità».

Poi, un cenno a quanto ancora non è stato fatto. Ovvero restyling, arredo urbano e riqualificazione delle aree in cui viene introdotto il limite dei 30 chilometri orari. «Nel tavolo di confronto bisogna parlare anche di questo, di pari passo alle nuove delibere», insiste Tonelli. Ma nell’attesa di un cambio di legge, ci sarà presumibilmente un periodo transitorio. «E i controlli dovranno essere fatti con intelligenza», dice il direttore generale di Confcommercio Ascom che, sul tema delle verifiche della Polizia Locale, conclude: «Devono esserci sanzioni a chi guida in maniera irresponsabile. E devono aumentare i controlli. Non solo per gli automobilisti. Ma anche per ciclisti e monopattini»

Nicholas Masetti, Il Resto del Carlino -22 gennaio 2026

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