Incontro alla Casa della Conoscenza con i sindaci Ruggeri e Santoni, la Cisl, le Acli e il cardinale Zuppi
Come tasselli di un unico grande mosaico, i Comuni possono svolgere un ruolo strategico all’interno di una visione metropolitana condivisa. A patto, però, che si punti su una sinergia concreta e costruita insieme. E che si metta mano all’architettura istituzionale e alle funzioni della Città Metropolitana. È da questa riflessione che ha preso forma il confronto ’Motori di Comunità’ ospitato ieri pomeriggio alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno: un’occasione di dialogo per interrogarsi insieme sulle trasformazioni che attraversano quotidianamente i territori e le comunità che li abitano. Territori, sinergia e comunità sono stati il filo rosso dell’incontro. Comunità, sì, «una parola da usare con attenzione per non svuotarla del suo significato più profondo – ha evidenziato il cardinale Matteo Zuppi – ma decisiva, perché dove manca la comunità prevalgono solitudine e individualismo». Il cardinale si è poi interrogato sul perché la Città Metropolitana non ha funzionato a dovere: «Perché bisogna imparare a lavorare insieme – ha detto –.
È fondamentale, ma ancora di più lo è imparare a pensarsi insieme: è questo il vero antidoto a una visione ristretta». «Oggi è indispensabile un disegno complessivo, strategico e trasversale, capace di guardare al futuro – ricorda Matteo Ruggeri, sindaco di Casalecchio –. Servono nuovi strumenti e più risorse per far funzionare davvero la Città metropolitana nella sua complessità e per ampliarne le strategie. Anche per questo il disegno metropolitano andrebbe rivisto con coraggio: va fatta una riforma vera, con l’elezione diretta del sindaco metropolitano, e vanno ridate funzioni all’ente». All’incontro, moderato dal capocronista del Carlino di Bologna, Andrea Zanchi, era presente anche Enrico Bassani, segretario generale Cisl Area metropolitana bolognese. «Se smembriamo il milione di abitanti, oltre 350mila vivono sì nel capoluogo, ma gli altri 650mila riempiono i comuni intorno. Nonostante ciò, dobbiamo partire da una consapevolezza: che la città metropolitana, composta da 55 comuni, non ha oggi la possibilità di eleggere direttamente chi la va a rappresentare», sottolinea Bassani, ricordando inoltre la necessità di «puntare su vere sinergie per costruire un territorio capace di mettere in comune le opportunità che ciascuna delle sue parti può offrire». A decine di chilometri di distanza da Casalecchio, ma parte dello stesso dialogo, c’è anche San Benedetto Val di Sambro, rappresentato dal sindaco Alessandro Santoni, che ha posto l’accento anche sul tema dell’abitare. «È una questione centrale – ha spiegato – perché parlare di casa significa parlare di presente e di futuro. Viviamo una contraddizione evidente: nel capoluogo ci sono molte persone e poche abitazioni, mentre nelle aree marginali accade il contrario. Ciò che da una parte è percepito come un problema, dall’altra può diventare una risorsa.
Ma questo nodo può essere sciolto solo attraverso una programmazione complessiva e integrata». L’incontro ha visto anche l’intervento della presidente provinciale delle Acli di Bologna, Chiara Pazzaglia, che ha portato all’attenzione della platea le disuguaglianze nei servizi sociali del territorio metropolitano. «Disequilibri che, nel loro complesso, spesso interessano numerose aree dell’Appennino e non solo: serve un lavoro di squadra perché non esistano territori di colori diversi sulla mappa di una stessa comunità». Infine, Pazzaglia ha illustrato un progetto in divenire delle Acli che punta a far coincidere domanda e offerta sul piano della ricerca della casa per aiutare a risolvere il tema dell’emergenza abitativa.
Giorgia De Cupertinis, Il Resto del Carlino – 16 novembre 2026