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La svolta dell’aeroporto Arrivano le bodycam anti-viaggiatori molesti

È la prima iniziativa del genere in uno scalo. L’ad del Marconi, Ventola: «Gli addetti più a rischio? Chi lavora ai gate, ai banchi check-in e nei parcheggi».

Più sicurezza in aeroporto con l’arrivo delle bodycam. Anche se in calo nel 2025 rispetto al 2024, fanno sapere dal Marconi, le aggressioni ai lavoratori rimangono numerosi, esplosi dopo la pandemia: 142 nel 2024 e 96 nel 2025, per la maggior parte al check-in e ai gate di imbarco, ad opera di passeggeri e di utenti molesti dello scalo. Da qui, la necessità di implementare il protocollo sulla sicurezza degli aeroporti contro le aggressioni, partito nel 2022, e firmato con le Istituzioni locali, Enac e le organizzazioni sindacali regionali. Un protocollo che prevede che i lavoratori a contatto con il pubblico abbiano a disposizione una linea ‘rossa’ con la control room, a cui segnalare situazioni che rischiano di degenerare e che richiedono l’intervento delle Forze dell’ordine. Un sistema che ha consentito di evitare situazioni pericolose. Ora si compie un ulteriore passo in avanti con la sperimentazione delle bodycam che partirà dalla prossima settimana per i soli dipendenti Adb (si valuterà prossimamente, invece, la dotazione ai lavoratori degli handler) a contatto con il pubblico e con le infrastrutture più sensibili. L’iniziativa attivata a distanza di una settimana dall’omicidio in stazione del capotreno Alessandro Ambrosio è, però, un «tragico caso», spiega l’ad del Marconi Nazareno Ventola:

«Il progetto era già pronto da tempo». L’iniziativa, spiegano Marco Verga (direttore Sviluppo persone e organizzazione) e Paolo Sgroppo (direttore Operazione aeroportuali) «è la prima del genere in un aeroporto italiano» e, dettagliano, come verrà sviluppata: in fase di test, le bodycam utilizzate saranno 7, mentre a regime, indicativamente da inizio estate, saranno 40. Le nuove tecnologie saranno fornite ai dipendenti di AdB impegnati nella sicurezza dell’aerostazione, dei parcheggi, ma anche delle aree operative come quella della gestione bagagli, comprese le piste. La bodycam, indossata frontalmente, risulterà attivata in modalità stand by, mentre un led rosso si illuminerà automaticamente nel momento in cui verrà attivata la registrazione audio e video. Il dipendente avvierà volontariamente la registrazione nei casi d’emergenza in cui ravviserà rischi concreti per la propria incolumità o per la sicurezza di persone e cose (comprese aggressioni, molestie, danneggiamenti delle infrastrutture, ecc.). Il dispositivo non sarà collegato alle forze dell’ordine – che sono comunque attivabili con il sistema di tele-allertamento già in uso – ma registrerà in locale, con una modalità criptata, visionabile solo tramite software dedicato il cui utilizzo è permesso solo al personale autorizzato al trattamento dei dati e incaricato dalla società. Guardando ai quasi cento casi dell’anno scorso, «non ci sono state aggressioni fisiche verso gli operatori, ma episodi di linguaggio scorretto o violento nei confronti del personale.

La maggior parte delle segnalazioni sono avvenute da lavoratori che hanno contatto con il pubblico: dai gate d’imbarco, soprattutto in sede di controllo e verifica bagagli, come nei casi in cui si eccede il peso consentito e per cui si deve pagare un sovrapprezzo, ai banchi del check-in o nella aree adibite a parcheggio», spiega Ventola. L’attivazione delle bodycam è frutto di un accordo sindacale. Daniela Modonesi (Filt-Cgil) conferma: «Siamo soddisfatti di questa intesa sulle bodycam e auspichiamo che lo stesso approccio possa essere adottato negli altri aeroporti e a livello nazionale, coinvolgendo le rappresentanze dei lavoratori che già hanno portato all’introduzione del tema nel nuovo contratto nazionale».

Rosalba Carbutti, Il Resto del Carlino – 14 novembre 2026

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