Il segretario metropolitano: «Le priorità? Sicurezza sul lavoro e casa. Vanno rimessi in circolo 19mila alloggi»
Enrico Bassani, segretario generale della Cisl area metropolitana, è ancora turbato dall’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno ucciso nell’area della stazione. «Il mondo del lavoro era già stato provato da diversi atti di violenza: su questo dobbiamo assumerci una responsabilità collettiva», è l’appello del numero uno Cisl. Che cosa ne pensa delle polemiche politiche seguite all’omicidio del capotreno? «Le asce di guerra vanno seppellite e questioni come queste vanno affrontate insieme. Di fronte a un omicidio così grave, l’unica cosa che non ci sta è questa polemica vicendevole tra le parti. Noi, nel nostro piccolo, continuiamo a impegnarci – assieme ad Ascom – in progetti come quello di piazza XX Settembre o dei Giardini Fava».
E sull’installazione dei tornelli in stazione, come richiesto da più parti, è d’accordo? «Sosteniamo quanto rivendicato dal segretario regionale della Fit-Cisl Aldo Cosenza che ha detto chiaramente che in stazione ’serve l’accesso ai treni col biglietto, quindi coi tornelli’». Per il 2026 quali sono le priorità del mondo del lavoro? «In primis, la sicurezza, visto che anche l’anno scorso sono state diverse le vittime nel nostro territorio. Poi c’è un grande tema: quello della casa. A Bologna molti trovano lavoro, ma non una una casa in affitto. E sono costretti a lasciare la città». Il Comune ha lanciato la Fondazione abitare: è sufficiente? «L’obiettivo dev’essere rimettere in circolo 19mila alloggi sfitti. Come Cisl crediamo al progetto della Fondazione abitare e l’abbiamo sostenuto. Il mercato lo fanno la domanda e l’offerta: il problema oggi è che c’è una sproporzione con un costo elevatissimo degli affitti.
Quindi non si può agire con un’immissione choc di immobili, ma si deve intervenire sullo sfitto, dando garanzia ai proprietari, come punta la Fondazione abitare». Guardando, invece, allo scenario economico com’è la situazione del nostro territorio? «Oltre alle crisi in corso che continuiamo a seguire, registriamo un incremento delle ore di cassa integrazione. Contestualmente, però, vediamo anche che Bologna resta attrattiva, la ricerca di manodopera è continua, e stando all’ultimo report della Cgia di Mestre, il Pil crescerà». Pil in crescita e aumento della Cig, come vanno d’accordo questi elementi? «Dobbiamo considerare il contesto: conflitti, assetti geopolitici, intelligenza artificiale, automotive, risorse energetiche… Da qui, vanno costruiti patti sociali per gestire questa transizione. Ma esiste ancora lo spirito, tipicamente bolognese ed emiliano, del patto metropolitano del lavoro? Nel 2026 è necessaria una risposta». L’unità, però, è dura anche da un punto di vista sindacale… «Se stiamo nel merito prettamente sindacale la quadra si trova sempre. Ma se la palla passa nel campo delle finalità politiche e ideologiche quello non è il nostro gioco…». Il 2026 è l’anno del tram, dopo i tanti disagi dei cantieri. Che cosa si aspetta? «Il 2026 non è solo l’anno del tram, ma è anche quello in cui si chiudono i progetti del Pnrr. Per questo dobbiamo guardare al dopo: qual è l’idea di sviluppo della nostra area metropolitana? Il patto sociale che chiede la Cisl nazionale, deve valere anche per il nostro territorio». Inizio anno, tempo di bilanci. Com’è stato il rapporto con l’amministrazione? «Non siamo stati d’accordo su tutto, penso alla manovra tariffaria sui bus, ma ciò che conta è come verrà gestito il 2026. Dal piano strategico metropolitano agli interventi sul ceto medio».
Rosalba Carbutti, il Resto del Carlino – 14 gennaio 2026