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Ascom, l’appello di Tonelli. «Non si puo’ morire così. Serve un cambio di passo»

II dg chiede uno sforzo da parte di tutti e un patto bipartisan sulla sicurezza. «Basta polemiche, ci vuole unità. E poi vanno installati i tornelli in stazione. I commercianti? Preoccupati: denunciano da tempo i problemi della zona»

«Non si può morire così». Lo ripete più volte Giancarlo Tonelli, direttore generale Ascom, parlando del capotreno Alessandro Ambrosio ucciso nell’area della stazione. Con lui, increduli, preoccupati e anche un po’ arrabbiati, i commercianti della stazione ferroviaria e delle zone limitrofe, che da tempo denunciano la situazione difficile in cui versa tutta la zona.

Tonelli, il problema non è solo legato alla stazione. Ma riguarda una zona più ampia che va verso piazza XX Settembre da una parte e verso la Bolognina dall’altra…

«Certo. Il ragionamento da fare riguarda una zona più ampia. Con una prima considerazione: non si può morire così. Il fatto che un capotreno venga accoltellato da un balordo già noto alle forze ordine è inaccettabile. È inaccettabile in qualunque parte d’Italia, è inaccettabile anche e soprattutto a Bologna. Noi da tempo facciamo presenti le lamentele dei nostri associati che operano dentro la stazione ferroviaria: da anni segnalano degrado e fenomeni di microcriminalità. E dire che parliamo di un luogo utilizzato ogni anno da oltre 20 milioni di persone: è una della stazioni più importanti d’Italia e d’Europa…».

I tornelli potrebbero essere una soluzione?

«Li chiediamo da sempre: già ci sono a Milano a Firenze, a Roma. I tornelli rappresentano una modalità capace di prevenire la presenza di persone non autorizzate in stazione. Se ne è discusso tante volte, ma per questioni tecniche o della Soprintendenza alla fine non si è mai andati avanti. Ora, però, non ci può più essere una motivazione valida che ne blocchi l’installazione».

Una delle difficoltà dei tornelli nella nostra stazione è la presenza di più ingressi…

«Si metteranno tornelli sia all’ingresso di piazza Medaglie d’Oro, sia a quello dell’Alta Velocità, in via Carracci… Non si può perdere ancora tempo a parlare. E, poi, servono maggiori controlli. In stazione, ma anche nelle zone limitrofe. I problemi, infatti, riguardano, come detto, una zona più ampia che va verso piazza XX Settembre e la Montagnola da una parte, e verso la Bolognina dall’altra…».

Che cosa suggerisce?

«Serve uno sforzo più alto da parte di tutti, un patto bipartisan tra tutte le istituzioni locali, prefettura, forze dell’ordine, Comune, Regione e il governo centrale. Come Ascom stiamo facendo la nostra parte, partecipando al bando per la gestione di Piazza XX Settembre e cercando di rafforzare la nostra presenza sul territorio, ma non è possibile che persone come il croato Marin Jelenic sia stato fermato dalle forze dell’ordine più volte e oggi fosse come niente fosse nel nostro territorio. È chiaro che c’è un problema evidente di intervento».

Serve un cambio di passo?

«Eccome. Stiamo parlando di un uomo che, senza una ragione, è stata accoltellato e lasciato morire a terra da una persona per cui il valore della vita rappresenta zero. Questo è un punto di non ritorno. Se accettiamo questo, non ha senso il nostro impegno: serve davvero un sussulto forte dalla nostra intera comunità. Dobbiamo dire: basta. Da qui, chiediamo interventi maggiori, con più determinazione sia nella prevenzione, sia nella repressione. Solo così si darà la possibilità a forze ordine e magistratura di fare fino in fondo il proprio dovere».

Concretamente che cosa propone?

«Un patto che trovi d’accordo centrodestra e centrosinistra affinché si proceda alla riforma di alcuni reati che non prevedono l’arresto».

I commercianti della stazione sono preoccupati?

«Una preoccupazione ormai quotidiana. E quando arriva il buio i timori peggiorano. C’è anche un po’ di nervosismo, a dire il vero. Perché dei problemi della stazione e delle zone limitrofe se ne parla da tempo. Lo sforzo delle forze dell’ordine e del Comune si è visto, ma non è sufficiente».

In questi giorni non è mancata la polemica politica. Che cosa ne pensa?

«La sicurezza non dev’essere tema di polemiche. La sicurezza è un bene di tutti, un bene superiore. La gente credo non gradisca questo rimpallo di responsabilità tra partiti a fronte di quanto accaduto a un ragazzo di 34 anni. I cittadini chiedono unità d’intenti affinché quanto successo non succeda un’altra volta. Gli scaricabarile non interessano, quello che si chiede alle istituzioni è che risolvano i problemi».

Rosalba Carbutti, Il Resto del Carlino – 8 gennaio 2026

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