La libraia Nicoletta Maldini ha chiesto di inviare gli auguri come nel film “C’è posta per te”
Le cartoline le sono sempre piaciute, al punto che solitamente se le spedisce da sola. Stavolta Nicoletta Maldini, per tutti la Nico, per i vent’anni di Trame, la sua libreria in via Goito, ha chiesto ai suoi clienti, lettori di oggi e di ieri, di mandargliene una di auguri. E così è stato. “C’è posta per te” come la celebre commedia anni Novanta su una piccola libreria indipendente di New York (scritta da Nora Ephron). E di cartoline ne sono arrivate oltre settanta, da tutto il mondo, così tante da farne una mostra, appendendole tra gli scaffali. Da Istanbul una lettrice in vacanza scrive: “Pensa a cosa dovrò leggere nel mio prossimo viaggio, destinazione: Grecia”. Da Praga le hanno ricordato che è la “città natale di Franz Kafka”, mentre un’altra è sta-ta spedita dallo Yorkshire, patria giro per il mondo a visitare librerie delle sorelle Bronte. Da Riola han- e si sono conosciuti così a Bologna, no scelto come soggetto un grup- quando l’ho scoperto gli ho attaccapo di surfisti sul bacino di Suviana, to na pezza incredibil.e». E c’è chi scherzandoci sopra, mentre c’è chi la sua postcard l’ha dipinta a maha volato alto scegliendo per il suo no, un acquerello con una giovane souvenir di cart:;i la Sibilla cumana dipinta dal Domenichino e conservata nei Musei Capitolini di Roma. C’è anche chi non si è fatto ingabbiare dalle regole del gioco. «Una ragazza non è riuscita a spedirmi la cartolina come e al ritorno mi ha preparato una torta.
Così abbiamo scelto da Archivio Aperto un fotogramma proveniente dal Fondo Marchi con una ragazza che legge D.H. Lawrence nel 1949 e abbiamo chiesto all’ atelier Tatanka di via Mascarella di creare così un libro per i nostri vent’anni. Volevamo qualcosa che restasse ». In vendita a 15 euro, delle 100 copie realizzate ne sono rimaste una manciata. E poi Nico si è regalata un film tutto per sé, al cinema, l’altra grande passione. «Da un po’ di anni collaboro con il Cineclub La Magnifica ossessione al Perla e ho chiesto una serata per proiettare “Funny H Face”, tradotto da noi con “Cenerentola a Parigi”», storia anche qui di una piccola libraia indipendente . «Con le sue fatiche che sono anche le nostre – sottolinea – mia e delle mie socie, Orsola Mattioli e I Anna Vezzoli, che non mi hanno mai lasciato sola e non sono stati anni sempre facili». Insieme aprirono in via Goito nel dicembre del 2005. «Ho iniziato alla Rizzoli di via Altabella nel 1990 come commessa, poi l’anno dopo sono passata alla Cappelli di piazza Galvani, tre anni, dal ’91 al ’94, a cui sono seguiti gli undici anni alla Duomo di via Indipendenza, dove stavamo aperti fino all’una di notte. Altri tempi, oggi non esiste più nessuna di queste». Vent’anni fa la decisione di aprire Trame, tredici dei quali senza essere riuscita a pagarsi uno stipendio. E anche gli ultimi dodici mesi non sono stati semplici, «tra gli editori che buttano fuori sempre più titoli, i lettori che leggono, e di conseguenza, acquistano sempre meno e il blocco temporaneo del fondo per le biblioteche, che consentiva alle stesse di rifornirsi nelle librerie indipendenti e le criticità legate al bonus insegnanti». Il libro che ha venduto di più in questi anni è stata “L’amica geniale” di Elena Ferrante «mi era piaciuto prima che diventasse un caso». L’augurio per i prossimi 20 è invece quasi scontato: «Resistere»
Emanuela Campagnoli, Repubblica – 16 dicembre 2025