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«Serve più cura per la città». L’appello di Enrico Postacchini, numero uno dei commercianti. «E servono parcheggi»

«Ognuno deve fare la propria parte, i cittadini devono essere più educati e le istituzioni devono fare progetti di qualità»

Bologna resiste al calo dei consumi e ai cantieri del train che non si sono ancora chiusi e si prepara a festeggiare il Natale più bella e accogliente, con le luminarie che dalle Due Torri abbracciano tutto il centro. II presidente di Confcommercio-Ascom Enrico Postacchini, però, non nasconde le criticità per un 2026 che si annuncia ancora complicato per recuperare quanto perso in vendite e fatturato. E lancia un appello al Comune, ma anche ai propri associati e cittadini: «Serve più cura della città».

Che bilancio fa dell’anno che sta per chiudersi?

«La perdita del potere d’acquisto dei bolognesi aveva prodotto una diminuzione dei consumi alle circa 16.120 attività commerciali dell’area metropolitana già prima dell’apertura dei cantieri, che hanno chiaramente acuito il cali delle vendite. Nelle zone in cui i lavori sono più importanti hanno raggiunto picchi in negativo anche del 3096. Le imprese più forti e di qualità tengono, le altre faticano».

A novembre ha lanciato l’allarme desertificazione delle città. In questa regione a fine 2024 si contavano 7.029 negozi sfitti e 666 attività chiuse. Qual è la situazione a Bologna?

«Bologna rispetto al resto della regione ha una condizione invidiabile: in tutta la città metropolitana abbiamo perso meno di cento attività. Sotto le Due Torri continuano ad aprire pubblici esercizi e il turismo, soprattutto nel Mercato di mezzo, continua a correre. Per Bologna, dove l’aeroporto conta u milioni di passeggeri l’anno, il turismo vale come l’export per la manifattura».

Quali le aspettative per il periodo natalizio?

«Il Natale rappresenta sempre un momento vivace per i consumi: ogni anno dicembre e gennaio garantiscono un buon 3096 del fatturato to- tale. Oggi esistono modalità nuove per fare acquisti e puntiamo a mantenere lo stesso livello di incassi dello scorso anno con cali dei volumi che non superino il 596. Durante queste feste ai bolognesi consiglio di prediligere i negozi di vicinato, sostenere le botteghe sotto casa e consumare pranzi e cenoni nei ristoranti locali, che insieme rappresentano la vera linfa dell’economia della città e presidi sociali che contribuiscono a renderla vivibile e sicura».

Cominciano a vedersi i primi frutti dei lavori in città: il canale scoperto in via Riva Reno e la riapertura del primo tratto di via indipendenza con la chiusura in quell’area dei cantieri del tram. Qual è il sentiment dei commercianti bolognesi?

«Dove i cantieri sono finiti si tira ovviamente un sospiro di sollievo. Come è accaduto col Covid, a causa del quale molte imprese non hanno ancora recuperato tutte le perdite accumulate, ci vorrà molto tempo per riprendersi. Ristabilire le vecchie abitudini dei clienti che, a causa dei disagi, si sono spostati altrove o crearne delle nuove richiederà pazienza. Comunque sia, tutti i commercianti hanno la stessa priorità. Sotto le Due Torri come in periferia o nei comuni della cintura. Al primo posto mettono la necessità di svolgere la propria attività in contesti urbani gradevoli, puliti e sicuri».

Cosa chiedono i commercianti su questo punto?

«Chiaramente, ognuno deve fare la propria parte: i commercianti devono assicurare qualità e pulizia nei tre metri prospicenti i propri esercizi, i cittadini più educazione e rispetto e le istituzioni progetti di rigenerazione di qualità. Gli hub di prossimità, per esempio, stanno funzionando in tutta l’area metropolitana e sicuramente, se si guarda alla città, la nuova concessione al Caab del Mercato delle Erbe beneficerà della riqualificazione appena compiuta nell’area di via Riva Reno».

Bologna è diventata una città meno sicura?

«Vanno riconquistate aree di città che sono ormai a appannaggio di soggetti poco raccomandabili. Occorre una maggiore occupazione degli spazi come in piazza XX settembre, dove giostra, pista di pattinaggio, fiera del libro e bancarelle fanno la differenza e, soprattutto, è necessaria una presenza più massiccia da parte delle forze dell’ordine e della polizia municipale anche in zone più periferiche come la Bolognina».

La difficoltà a raggiungere il centro con l’auto quanto pesa sulle vostre attività?

«E indubbio che è piacevole passeggiare a piedi in un centro sgombro dalle auto e ce lo ha insegnato la prima pedonalizzazione in via d’Azeglio. Ma è anche vero che chi viene da fuori deve po- terle parcheggiare a una distanza sostenibile e che è urgente una compensazione dei posti auto eliminati».

Servono più parcheggi?

«Se in prospettiva l’obiettivo è liberare il più possibile le superfici stradali dai mezzi fermi, sì. I parcheggi multipiano esistenti funzionano, ma non sono sufficienti. Ha appena riaperto l’ex Staveco e nei weekend la coda della fila per raggiungerlo arriva già fino a porta San Mamolo».

Alessandra Testa, Il Resto del Carlino -Bologna 14 dicembre 2025

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