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Montagna, lavoro e turismo Corsini: «Arrivano i ristori Pronti quattro milioni per tutti»

L’assessore regionale: «Sbloccati dal governo, saranno disponibili all’inizio dell’estate» Agevolazioni per chi investe. «E ci sono ben 300 milioni per la riqualificazione alberghiera»

L’assessore al turismo della Regione Emilia Romagna, Andrea Corsini, è l’uomo più gettonato del momento in quota e nelle valli perchè da lui si attende l’annuncio dei fondi per ammorbidire i danni della carenza di neve a inizio stagione. Oggi è considerato il Messia.

I soldi arrivano?

«Sì i fondi ci sono. E sono un po’ di più rispetto alle previsioni: 4 milioni e 400 mila euro che il governo ha sbloccato su nostra richiesta. Sono residui dei bandi Covid del governo Draghi rimasti inutilizzati perché non assegnati. Il 28 febbraio dovrebbe passare il Decreto milleproroghe che contiene questa norma».

In che tasche finiscono?

«Sono destinati soprattutto ai gestori degli impianti di sci e ai maestri di sci, le due categorie che hanno sofferto maggiormente della carenza di neve, ma riguardano anche le altre attività che ruotano intorno al circo bianco come negozi, alberghi, ristoranti, bar».

Tempi?

«Pensiamo di riuscire a distribuirli all’inizio dell’estate completate le varie procedure».

Con che criterio vengono assegnati?

«In base alla perdita di fatturato, che va dimostrata, nel periodo in cui gli impianti sono rimasti chiusi per carenza di neve. I singoli esercizi, in proprio o attraverso le associazioni, devono presentare la documentazione alla Camera di commercio che attiva i bandi».

La Regione cosa fa in proprio?

«La Regione in più può attivare agevolazioni e contributi per gli investimenti e gli ammodernamenti degli impianti di risalita».

In Appennino andrebbe aggiornata la qualità ricettiva degli alberghi.

«È appena uscito un bando aperto a tutti di 300 milioni per la riqualificazione alberghiera. La Banca europea di investimenti ne mette 150 e altrettanti un pool di quattro banche. Sui finanziamenti degli istituti di credito la Regione aggiunge 3 milioni per abbattere i tassi di interesse. Poi c’è un altro bando di 150 milioni a fondo perduto dell’amministrazione regionale finalizzato soprattutto all’Appennino».

Alcuni comuni montani sono impantanati nella burocrazia e rallentano gli investimenti.

«Più che altro essendo di piccole dimensioni mancano di strutture operative e di personale qualificato per certe pratiche. Temo che portare avanti i bandi del Pnrr per alcuni sarà un problema».

Potete aiutarli?

«Ci proviamo. Stiamo studiando come poter dare una mano».

Anche il campanilismo in montagna frena lo sviluppo.

«I comuni piccoli tendono a chiudersi e sbagliano. Se collaborano fra di loro premiano l’interesse collettivo. Esempio: il palaghiaccio di Fanano o la piscina coperta di Sestola (Modena) vanno promossi a vantaggio per tutto il territorio. Se c’è da ristrutturare un rifugio a cavallo di due comuni non deve esserci braccio di ferro, ma collaborazione».

Mandiamo gli amministratori montani a fare uno stage in Riviera dove sul turismo le decisioni sono più agili?

«Scherzi a parte, il campanilismo c’è ovunque, ma se si esprime nella competitività è sano perchè premia il territorio».

Che aria tira per il contestato nuovo impianto di risalita al Corno alle scale?

«Aspettiamo a giorni la sentenza del Tar. La realizzazione di questo impianto sarà un beneficio per tutta la montagna bolognese».

Beppe Boni, Il Resto del Carlino – 23 febbraio 2023

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