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Caro-bollette: allarme condomini «Rincari del 300%, sos morosità»

I timori di Tolomelli, presidente di Abiconf, l’associazione degli amministratori di Confcommercio: «Tre su dieci rischiano di non pagare. Dilazioni e rate straordinarie non bastano, il governo intervenga»

Il rischio è il grande freddo. Perché se le bollette schizzano alle stelle, è probabile che in parecchi non riusciranno a far fronte a spese monstre. Da qui, si calcola una morosità raddoppiata rispetto all’anno scorso. Andrea Tolomelli, presidente di Abiconf, associazione degli amministratori di condominio aderente a Confcommercio che in città conta 200 iscritti, conferma che la «situazione è piuttosto complicata. Consideriamo che gli aumenti di rata, causa caro-energia, sono attorno al 250-300 per cento su base annua. E stimiamo tassi di morosità attorno al 25-30 per cento da parte dei condòmini». 

Che fare? Unica soluzione è adottare dei correttivi. E, in vista dei bilanci, il rebus è tutto nelle mani degli amministratori. «Per evitare cifre troppo alte si possono modulare le rate con aumenti non più alti del 100 per cento ed eventualmente agire, poi, successivamente con rate straordinarie», spiega Tolomelli. Un palliativo, però, perché anche rateizzando o dilazionando i pagamenti, «bisogna sempre agire nel corso dell’anno di esercizio». I condomìni, del resto, incassano prima per poi riuscire a saldare dopo. Morale: se l’aumento della morosità del condominio diventa significativo, a quel punto non resta che procedere con azioni legali per evitare di arrivare alla sospensione delle forniture di gas. Ma anche in questo caso, il problema è di difficile soluzione. Perché l’azione legale ha tempi lunghi che non riescono a sopperire alle necessità di cassa». 

Il caso del supercondominio della Barca che, a causa di un ammanco di 16mila euro, ha visto 40 famiglie al freddo, è indicativo. In quella situazione è stata Acer ad anticipare i soldi dovuti a Hera, ma se non si fosse mossa Azienda Casa il rebus non sarebbe stato di facile soluzione.

«Se diverse famiglie non riescono a far fronte alle bollette e alle spese condominiali, per evitare lo stop delle forniture siamo costretti a rate straordinarie. Rate che, però, molto probabilmente verranno pagate sempre dagli stessi condòmini, mentre i morosi presumibilmente resterebbero comunque morosi. Questo può creare uno squilibrio e portare anche a un incremento delle liti condominiali», spiega il presidente Abiconf. Per questo l’associazione degli amministratori da tempo chiede a gran voce interventi mirati al governo per permettere alle società energetiche rate da spalmare su cinque anni. 

«Dev’essere lo Stato a garantire che si eviti la sospensione della fornitura da parte delle società energetiche. Solo così si può superare questo momento difficile», insiste Tolomelli.

Nel mirino dei rincari ci sono soprattutto i condomini con riscaldamento centralizzato, ma non sono esclusi anche coloro che vivono in case col riscaldamento autonomo. «Perché anche in questi ultimi casi tra inflazione, spese in aumento, bollette comunque in crescita, la difficoltà di far fronte alle spese condominiali diventa un problema generalizzato. Che riguarda i proprietari, ma anche gli inquilini», continua il numero uno di Abiconf. Non resta che un’extrema ratio: accendere meno la caldaia o chiudere le valvole. Ma anche così, non sarete al riparo da bollette impazzite. «Noi calcoliamo dei preventivi che, necessariamente, stimano costi più alti. Quindi, nelle prime rate, l’impatto dei comportamenti virtuosi non si vedrà. Ma si dovrà attendere il consuntivo finale di esercizio», conclude Tolomelli. 

Rosalba Carbutti, Il Resto del Carlino – 29 novembre 2022
Andrea Tolomelli

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