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Il lavoro c’è, manca il personale «Dal turismo alla ristorazione, un migliaio di posti da occupare»

Postacchini (Ascom): «Online una scheda da compilare per candidarsi con noi». Tonelli: «Gli associati ci chiedono curricula, situazione assurda. Il terziario ha necessità di nuovi innesti»

«Ci sono circa un migliaio di posti di lavoro disponibili, vacanti nella Città metropolitana di Bologna. Una situazione per certi versi assurda». L’allarme lo lancia Confcommercio-Ascom, con il direttore bolognese Giancarlo Tonelli: le aziende cercano forza lavoro, la forza lavoro non risponde, soprattutto nel terziario, dalla galassia del turismo, per dire, fino ai servizi più disparati. Un nonsense, apparentemente, in una fase storica in cui con il Covid il mondo del lavoro ha perso e sofferto. Eppure allarmi di questo tipo non sono nuovi, e i risultati dell’approfondimento voluto da Ascom è significativo.

«Per quanto possa sembrare assurdo in questo momento, che è ancora legato alle difficoltà del Covid, registriamo da parte dei nostri associati diverse richieste di curricula di personale da assumere all’interno delle proprie attività – fa notare Tonelli -. Personale sia formato, sia da formare, con la disponibilità degli imprenditori a dire: nessun problema, lo formiamo noi». A cercare personale sono gli ottici, i grossisti alimentari, i macellai, le librerie, le cartolerie. Insomma, tutti.

«E’ una necessità assolutamente variegata – continua Tonelli assieme al presidente di Ascom Bologna, Enrico Postacchini -. Ecco perché abbiamo deciso di promuovere questa nuova iniziativa, ‘Sos Lavoro’, che darà la possibilità a chi lo desidera di candidarsi: da lunedì sarà operativo sui nostri canali un link, grazie al quale si potrà compilare una scheda velocemente. Chi vorrà proporsi potrà farlo. Ce n’è bisogno, vogliamo sensibilizzare il mondo del lavoro per sopperire alla carenza di figure lavorative, dall’alimentare all’abbigliamento, arrivando all’accoglienza alberghiera e non alberghiera».

L’iniziativa è in collaborazione con i partner Iscom (l’ente di formazione di Ascom), l’agenzia Randstad e anche con il progetto ‘Insieme per il lavoro’ coordinato anche dalla Curia. «Abbiamo segnalato il tema al Comune – continua Tonelli -, ecco perché avremo ai primi di marzo un incontro con gli assessori del Comune e della Città metropolitana. Ci muoviamo come sempre a 360 gradi». Ma perché i giovani non rispondono più alla chiamata dei posti di lavoro? «Alcuni orari serali e l’impegno del weekend non sono più visti come prima, i due anni di Covid hanno peraltro infierito forse sulla motivazione delle persone. Alcuni si sono seduti sul reddito di cittadinanza – aggiunge Tonelli -, altri è come se avessero paura di tornare a volare, di impegnarsi. 1131 marzo finirà, come annunciato dal premier Mario Draghi, lo stato di emergenza. Ecco, abbiamo bisogno di tornare alla normalità, e soprattutto nel terziario abbiamo bisogno di personale, si deve tornare a lavorare a pieno ritmo».

Paolo Rosato, Il Resto del Carlino – 26 febbraio 2022

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