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Montanari: «Stop all’imposta di soggiorno»

A Medicina il sindaco abolisce la tassa:”Entrate limitate ed eccessivo carico amministrativo per il Comune, meglio concentrarsi sulla lotta all’evasione

I Comuni di Castel Guelfo e Medicina hanno abolito l’imposta di soggiorno. Una decisione passata al vaglio dei rispettivi consigli comunali poco prima della fine dell’anno ed entrata in vigore a partire dallo scorso 1°gennaio. Piuttosto compatto l’asse della platea votante che, in terra guelfese, ha visto i consiglieri esprimersi all’unanimità sulla volontà di rinunciare al tributo mentre in area medicinese ha registrato soltanto un paio di astensioni. Il motivo della decisione è presto detto: non regge l’equazione che disciplina i costi ed i benefici del mantenimento dell’imposta di soggiorno.

Dati rintracciabili dall’analisi delle spese dirette e indirette sostenute a fronte degli esigui introiti dello specifico comparto tributario. A Medicina, per esempio, l’entrata ha portato nelle casse del municipio 1.903 euro nel 2015, 3.777 nel 2016, 4.362 nel 2017, 3.070 nel 2018, 4.027 nel 2019 e 2.321 euro per l’anno 2020. Il tutto rilevando una certa dispersione di energie e tempi degli uffici per le relative attività di rendicontazione, verifica e controllo e sollecitazione presso le strutture ricettive. Senza dimenticare che i soggetti gestori delle stesse, in relazione alla normativa vigente, vengono investiti della figura di agente contabile e sono sottoposti al giudizio della Corte dei Conti per eventuale danno erariale. «Abbiamo valutato che, specie in questi ultimi anni, l’imposta di soggiorno ha comportato molto lavoro amministrativo a fronte di un’entrata davvero limitata – spiega Matteo Montanari, sindaco di Medicina –. In questo modo gli uffici tributi avranno maggiori energie da dedicare al recupero dell’evasione». Non solo. «Questa scelta non dev’essere letta come un disinteresse sul turismo da parte della nostra amministrazione – continua –. Al contrario, stiamo continuando ad investire sull’attrattività a livello comunale e circondariale».

Ancora più macroscopico il grafico a Castel Guelfo. Appena 577 euro di introiti dall’imposta nel 2015, 1.901 nel 2016, 2.834 nel 2017, 1.348 nel 2018, 1.302 nel 2019 e 955 euro per l’anno 2020. Una cartina tornasole piuttosto fedele in un paese che, nei giorni scorsi, ha chiuso il bando per l’erogazione di un contributo straordinario di supporto ai propri esercizi con sede operativa nel centro storico. Sono otto le domande giunte nelle sale di Palazzo Malvezzi-Hercolani con i beneficiari che, dopo apposita verifica da parte dell’ente, potranno dividersi in parti uguali 15mila euro. 

Mattia Grandi,
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