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Turismo tra crisi e rilancio «I ristori non bastano»

Tavola rotonda Ascom e Federalberghi. Bruzzone (Fiera): «Aiuti importanti» Ventola (Aeroporto): «Livelli pre-Covid nel 2024». Lepore: «Pronta una task-force»

Come ridare slancio a un turismo pesantemente segnato dalla pandemia? Come rimettere in moto un settore in difficoltà, tra ristori contingentati e prospettive tutte in salita? La tavola rotonda ‘La strategia della destinazione turistica nei diversi scenari di ripresa post-Covid’, promossa da Confcommercio Ascom e Federalberghi e moderata da Beppe Boni – condirettore de il Resto del Carlino –, ha alzato l’attenzione su questi interrogativi chiamando a raccolta tutti i principali attori locali, per tracciare un bilancio di un comparto che vive un momento di profondo disagio, ma presenta anche segnali di speranza per il futuro. In primis, il tema delle continue aperture e chiusure per le attività commerciali che pesa sul tessuto bolognese: secondo Enrico Postacchini (presidente di Confcommercio) è in atto «un meccanismo perverso che non permette alle aziende di ripartire, con alcuni settori a farne le spese più di altri».

Al centro del dibattito anche l’accoglienza e del settore ricettivo, con il «30% delle strutture alberghiere che ad oggi restano ancora chiuse», nonostante non siano mai state stoppate direttamente dai vari decreti. «L’intero business è fermo, dalle fiere ai congressi, mentre il nostro Appennino ha perso un’intera stagione – sottolinea Celso De Scrilli, presidente di Federalberghi –. I ristori? Di fronte a cali del 70%, riescono a coprire appena il 2%».

Misure di sostegno adeguate, estensione delle tempistiche per i prestiti, proroga della cassa integrazione: queste le richieste dell’associazione per salvare migliaia di posti di lavoro. E ancora: aeroporto, fiera, Bologna Welcome. Una discussione corale per evidenziare le fratture che si sono create e pensare a delle soluzioni, puntando innanzitutto sulla collaborazione. «Torneremo ai livelli pre-Covid nel 2024, ma c’è un potenziale da cavalcare: la voglia di tornare di turisti e visitatori non mancherà, dobbiamo sfruttarla», mette in chiaro Nazareno Ventola, ad del Marconi, analizzando la flessione del flusso verso la città.

«Nei prossimi anni avremo un calendario ancora più ricco rispetto a prima della pandemia – aggiunge Antonio Bruzzone, direttore generale della Fiera –: la dimensione degli eventi dipenderà dalla velocità della nostra ripartenza, ma i provvedimenti di supporto al settore restano fondamentali». Gli imprenditori sono dunque fiduciosi verso una vera ripresa, ma solo se dovessero esserci le giuste condizioni. «Siamo sicuri che la domanda ripartirà, quindi stiamo ripensando e riorganizzando la nostra destinazione turistica, che sarà innanzitutto sicura – sottolinea Patrik Romano (Bologna Welcome) –: web app, strumenti digitali, info point. Il turista che arriva da noi deve sentirsi sempre più accolto». «E dobbiamo dare un orizzonte alle nostre imprese – chiosa Matteo Lepore, assessore alla Cultura – perché si respirano troppa rabbia e sfiducia. Abbiamo asset importantissimi e un sistema robusto, diventato internazionale, con grandi competenze: ora serve fare un salto in avanti e produrre un cambiamento importante e trasversale. Nel prossimo mandato si può pensare a una task force che tenga insieme i principali asset della città e lavori su un piano industriale.

Dovrebbero farne parte il sindaco, gli ad delle società del territorio e le imprese che lavorano con il mondo. Il nostro è un sistema robusto, dobbiamo essere consapevoli della nostra forza e fare un salto in avanti” Non da ultimo, per Giovanni Bastianelli (direttore esecutivo di Enit) è arrivato il momento d’«intercettare le nuove esigenze dei turisti, che cambiano. Questo è uno dei fattori che ha permesso al comparto di crescere in maniera esponenziale negli ultimi anni: il turismo sarà sempre più di prossimità».

Francesco Moroni, Il Resto del Carlino 25 febbraio 2021
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