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«Proposta da condividere. I locali non sono fonte di contagio»

Stefano Tedeschi (Diana) «Faccio fatica a capire perché se ne parli solo ora Rispettiamo le norme scrupolosamente»

«È stato dimostrato che, anche con bar e ristoranti chiusi, il livello dei contagi non si sia abbassato in maniera significativa. È inspiegabile quindi come si cominci a spingere su questa proposta soltanto adesso, anche se spero possa nascere un ragionamento nuovo». Stefano Tedeschi (foto in alto) del ristorante ‘Diana’ analizza in maniera pacata l’attuale momento di discussione e cambiamento per quello che potrebbe riguardare nuove misure nella gestione di locali e pubblici esercizi, nella speranza di poter tornare a lavorare con più continuità. Tedeschi, crede sarà concesso ai ristoranti di restare aperti durante la sera? «Mi fa piacere che oggi la proposta sia condivisa da più parti e ammiro il governatore Bonaccini, che si è sempre dimostrato una persona attenta. Eppure che i locali non siano una fonte di contagio mi sembra assodato, faccio fatica a capire perché se ne parli solo ora». I numeri dei bollettini secondo lei guidano verso una visione differente? «Il problema non sono i locali, dove le norme si rispettano scrupolosamente, dove c’è la distanza, così come l’attenzione alla sanificazione. Adesso occorre capire che le criticità sono altrove: al supermercato, ad esempio, le persone mettono le mani ovunque. Noi abbiamo chiuso più volte e abbiamo visto tutti quanti come le cose non siano migliorate, bisogna riflettere». Il sistema delle colorazioni non convince più? «La salute resta la priorità, ma qualcosa non ha funzionato. A volte sembra che da zona gialla ad arancione non cambi nulla, se non per i ristoranti e così non va bene. Invece, consentendoci di restare aperti, ci sarebbe sicuramente più attenzione verso la sicurezza di tutti, in primis dei clienti, ma anche degli operatori che ogni giorno lavorano ed entrano a contatto con tantissime persone. Abbiamo fatto sacrifici su sacrifici per adattarci e poter restare aperti». Dopo mesi, questo peso comincia a farsi sentire? «Parecchio. Abbiamo messo in campo anche strumenti che non ci erano stati chiesti per fare le cose sempre nella maniera migliore possibile, come installare una telecamera a infrarossi dentro il locale che possa rilevare la temperatura. Ma è davvero dura e ormai comincio a pensare una cosa…». Di che cosa si tratta? «Sono molto legato al Diana e sappiamo tutti quanto valore abbia per i bolognesi. È solo per questi motivi che continuo ad andare avanti, perché chiunque ormai comincerebbe a pensare: ‘Ma chi te lo fa fare?’. Purtroppo è triste».

fra.mor., Il Resto del Carlino 24 febbraio 2021
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