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Corno, piste ancora chiuse. Esplode la rabbia

Montaguti (Ascom): «Una vera mazzata per il comprensorio sciistico e un danno economico che si estende anche all’indotto»

Lizzano in Belvedere E Il vicepresidente di Confcommercio Ascom di Bologna, Medardo Montaguti, esprime tutta la contrarietà per la mancata riapertura per gli impianti. Con il nuovo dpcm si potrà tornare a sciare solo dal 15 febbraio e questa è una vera mazzata per il Corno alle Scale, dato che la stagione sciistica in appennino si ferma a marzo e avviare tutta la macchina organizzativa per così poco tempo rischia di essere uno sforzo inutile .

«Lo slittamento a metà febbraio della riapertura degli impianti sciistici – spiega Montaguti – apre per il Comprensorio del Corno alle Scale, e quindi per l’intera montagna bolognese, uno scenario drammatico. Come avevamo già sottolineato nel dicembre scorso, colpire il prodotto turistico «neve» significa mettere in ginocchio l’intero sistema Appennino: il danno economico procurato a gestori e operatori del bianco, infatti, si estende inevitabilmente a quell’importantissimo indotto che opera nell’ospitalità, nella ristorazione, nel commercio e nei servizi. Come Ascom eravamo e siamo tuttora convinti che sia possibile riaprire in piena sicurezza, conciliando lotta al virus e salvaguardia del sistema economico».

Non ci sono solo i commercianti ad avere questa convinzione, lo stesso sindaco di Lizzano in Belvedere, Sergio Polmonari, nei giorni scorsi aveva ribadito come lo sci sia uno sport che evita i contatti e che garantisce il distanziamento, due fattori che sono considerati essenziali quando si parla di contrasto alla diffusione della pandemia. Ora, però, si apre un altro tema quello di risarcire che ha perso una intera stagione di lavoro e anche nel nei mesi centrali del 2020 ha dovuto osservare forti limitazioni che hanno ridotto il fatturato. «Per scongiurare l’implosione di un intero settore – conclude Montaguti – e tutelare un’area già da tempo in sofferenza come il nostro Appennino, chiediamo risarcimenti immediati e soprattutto proporzionati alle perdite di fatturato. In assenza di misure di sostegno tempestive e adeguate, infatti, il peso delle chiusure si abbatterà su centinaia di cittadini, imprese e operatori dell’Appennino. Un territorio che, oggi più che mai, merita attenzione e, soprattutto, più rispetto». Il tutto proprio in un inverno dove la neve è caduta copiosa.

Massimo Selleri, Il Resto del Carlino 17 gennaio 2021

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