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L’idea di Circuito Cinema: «Abbonatevi… per 100 anni»

Elena Roda: «Un tentativo di trovare un veicolo per fidelizzare la clientela. Quando si potranno riaprire le sale non è detto che tutti ce la possano fare»

Cent’anni di abbonamento. Ecco la proposta che sa un po’ di provocazione, del Circuito Cinema Bologna: una tessera quasi senza scadenza, che si può acquistare subito e che assicura 4 ingressi a 20 euro nelle sale Odeon, Europa, Rialto e Roma quando potranno riaprire, dal momento della sottoscrizione e pe 100 anni, valida tutti i giorni, festivi compresi, per tutti gli spettacoli: e pure impersonale, quindi cedibile liberamente a terzi. È un’idea, naturalmente, per sostenere la settima arte e i suoi palcoscenici, in un momento così confuso e lacerante, come racconta Elena Roda.

Come si fa? L’abbonamento CCB 100 anni si acquista on line (o alle casse dei cinema quando riapriranno) : basta andare sul sito circuitocinemabologna.it e registrarsi, cliccando sul pulsante Accedi/Registrati. Roda, un abbonamento davvero bizzarro che nasconde una provocazione ma anche una realtà che stiamo vivendo, quale? «Non direi provocazione, o meglio, questa iniziativa è il tentativo di trovare un veicolo per fidelizzare la clientela cui chiediamo di sostenerci e di aspettarci, perché oggettivamente non sappiamo quando sarà la riapertura.

Ci troviamo nelle stesse condizioni di febbraio, niente di più niente di meno, e abbiamo mandato una newsletter ai nostri 45mila iscritti chiedendo di esserci vicini». Avete scelto 100 anni per sottolineare l’eternità del momento e il fatto che chissà quando finirà il lockdown dell’arte? «Non è legato particolarmente alla contingenza, anche se in parte è una raccolta fondi e una richiesta di vicinanza. Dal momento in cui anche con Siae non riusciamo a trovare un accordo per un abbonamento aperto, loro ci hanno detto di mettere una scadenza a nostra scelta e noi abbiamo scelto questa, per svincolarci dalle deadline e dalle scadenze e per augurarci lunga vita davanti ai tempi difficili».

Lunga vita ai cinema che soffrono e che potrebbero non farcela? «Le sale non scompariranno, ma ci sarà un nuovo disegno della geografia cinematografica, perché se il comparto sale aveva riaperto per l’80%, significa che con tutta probabilità, quando ci sarà la possibilità di ripartire, non tutti decideranno di farlo o una fetta non ce la farà… visti i precedenti non mi stupirei». Le vostre sale sono chiuse ma siete di nuovo sulla piattaforma ’mioCinema’. «Dal 29 ottobre e abbiamo messo fuori due titoli, Mi chiamo Francesco Totti di Alex Infascelli e il 31 ottobre è uscito Cosa sarà di Francesco Bruni. Più titoli si aggiungeranno in previsione della giornata europea del cinema d’autore l’8 novembre, per la quale stiamo selezionando titoli di cinema europeo buoni per la visione in streaming»

Benedetta Cucci, Il Resto del Carlino 4 novembre 2020
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