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Discoteche, fine lockdown «Ma riapre una su cinque»

Da stasera in Emilia-Romagna, molti gestori però preferiscono aspettare. Spazi all’aperto, no alle piste affollate e balli di coppia solo fra conviventi. Intervista al Presidente regionale Silb, Mario Indino

Gianni Indino, si torna in pista?
«Sì, finalmente a partire da questa sera riaprono i locali da ballo in Emilia Romagna, grazie alla lungimiranza dei nostri amministratori regionali», attacca il presidente regionale del Silb, Sindacato italiano locali da ballo Gianni Indino. Si riparte dopo oltre tre mesi di lockdown, solo nelle strutture che hanno spazi all’aperto, ma con la sorpresa del via libera al ballo di coppia tra conviventi. «Sorpresa graditissima. Il ballo di coppia resta vietato, ma è consentito nel caso in cui la coppia sia formata da conviventi, sia nelle discoteche che nelle sagre, feste paesane, stabilimenti balneari, balere e purché all’aperto».
Si riapre con limitazioni troppo severe?
«È comunque una ripartenza, attesa dall’intero settore, che l’ha invocata a lungo. Le condizioni per ricominciare, seppure in forma contenuta rispetto a prima della pandemia, ci sono tutte, e le discoteche si sono attrezzate per garantire una fruizione in sicurezza».
Che cosa significa?
«Le linee guida proposte dalla Conferenza delle Regioni parlano, tra l’altro, di distanziamento a due metri, drink da consumare non al banco ma rigorosamente ai tavoli per evitare assembramenti, piste utilizzabili ma mantenendo almeno due metri tra le persone, percorsi separati per ingresso e uscita. Camerieri con guanti e mascherine. E appunto solo spazi esterni, giardini e terrazze».
Il che taglia le gambe a tantissimi locali. Quanti ne apriranno in questo fine settimana in Emilia Romagna?
«Su 274 locali – continua Indino – stimiamo apra circa il venti per cento, una cinquantina. Altri seguiranno il prossimo weekend».
Molti locali tentano di ‘riposizionarsi’ in attesa dell’auspicato via libera al ballo all’interno. In che modo?
«È stata potenziata l’offerta ristorativa, ma anche le cene spettacolo, la musica d’ascolto, e il ballo distanziato. Tutto ciò, va detto, significherà avere molta meno gente nei locali».
Quanto è costato il periodo di stop?
«Per l’Emilia Romagna la stima è di circa 150 milioni di euro».
Quanti gli occupati del settore in regione?
«I dipendenti sono circa diecimila, altrettanti i collaboratori. Migliaia le persone in cassa integrazione».
Quello del ballo è uno dei settori più penalizzati dal Covid. Quante disco rischiano la chiusura definitiva?
«Già ad oggi stimiamo che il venti per cento dei locali non riaprirà. E se non ci saranno cambiamenti nelle disposizioni, ovviamente dipende dal trend pandemico, a settembre tale cifra è destinata a salire intorno al 30-35 per cento».
Più volte il Silb ha denunciato le feste abusive, come vi state attrezzando per affrontare il fenomeno?
«In tutte le regioni vareremo task-force, formate da legali e tecnici, che faranno controlli puntuali in tutte quelle situazioni abusive, che dilagano, segnalandole alle Procure».
A cosa pensa?
«Non è possibile vedere movida senza regole, piazze con dj e vocalist, piste affollate nei circoli, nelle ville private in barba alla legge e alla sicurezza. Scatteranno le denunce per attivare le forze dell’ordine. L’abusivismo rischia di accendere nuovi focolai pandemici, non è tollerabile”

QN, Il Resto del Carlino, Rimini 19 giugno 2020
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